Lunedì, 9 Febbraio 2026 Abruzzo

BOLKESTEIN: “NO VANTAGGI A GESTORI USCENTI

L'ABRUZZO SEGUA CRITERI UE, COMMISSIONE ESTERNA

di Azzurra Caldi

 

“No a vantaggi diretti o indiretti per i concessionari uscenti o a limitazioni all’effettivo accesso al mercato di nuovi operatori”, condizione che quindi presuppone “la nomina di una commissione giudicatrice imparziale e competente, distinta dagli uffici che hanno predisposto gli atti, chiamata a valutare le offerte con criteri oggettivi e trasparenti”.

È l’appello che arriva da un giovane imprenditore abruzzese, che preferisce restare anonimo, che nei mesi scorsi, ha inviato una richiesta formale di chiarimento, poi fornito dalla Commissione Europea, con il quale è stato ribadito che le procedure devono essere realmente aperte e contendibili, nel rispetto della direttiva 2006/123/CE, la cosiddetta direttiva Bolkestein.

Il discusso tema riguarda le concessionari balneari attraverso la direttiva approvata dall’Unione Europea con l’obiettivo di regolare servizi e concorrenza, che comprende anche le procedure comunali, ovvero le gare per riassegnare gli arenili. Già nei mesi scorsi, il Consiglio di Stato, rispondendo ad un parere sulla bozza del decreto chiesto della stesso Ministero delle Infrastrutture, guidato dal vicepremier leghista Matteo Salvini, ha bocciato l’ipotesi di assicurare lauti indennizzi ai gestori uscenti, per di più a carico di quelli entranti, quando entro il 2027 saranno messe a gara le concessioni balneari, esattamente quello che aveva sostenuto la Commissione europea.

Resta il nodo dei criteri di assegnazione e, a tal proposito, spiega ad AbruzzoWeb l’imprenditore, “è stato chiarito che non possono essere favoriti direttamente o indirettamente, soggetti già presenti sul demanio o platee ristrette di operatori”.

In particolare, è stato chiarito che l’“esperienza” giuridicamente rilevante non può essere limitata ai soli operatori del settore marittimo o
balneare, ma deve essere intesa in senso ampio, come capacità imprenditoriale, gestionale e manageriale, anche personale, maturata in attività economiche comparabili,

“Questo perché la Regione Abruzzo ha adottato un atto di indirizzo volto alla predisposizione di un bando-tipo per i Comuni che prevede anche criteri premiali riferiti al reddito tratto da precedenti concessioni e all’esperienza gestionale maturata. In questo senso, l’atto regionale costituisce un quadro di riferimento che i Comuni dovrebbero declinare nei propri bandi nel rispetto dei principi di concorrenza e di apertura del mercato, attraverso criteri di selezione che valorizzino la qualità dei progetti, la sostenibilità ambientale e l’interesse pubblico, piuttosto che il mero radicamento territoriale o l’esperienza maturata sul bene demaniale”.

In particolare, la Giunta regionale d’Abruzzo, ha adottato un atto di indirizzo volto alla predisposizione di un bando-tipo che richiama:  la tutela ambientale, l’uso di strutture leggere e rimovibili, la qualità dei servizi, la sicurezza dei lavoratori, la valorizzazione del patrimonio.
Tuttavia, lo stesso atto prevede anche criteri premiali riferiti: al reddito tratto da precedenti concessioni; all’esperienza gestionale maturata nel medesimo ambito.

Da qui il chiarimento della Commissione Europea: “Criteri selettivi per l’individuazione di nuovi concessionari come quelli descritti nella domanda potrebbero essere eventualmente considerati accettabili se solo se interpretati in modo compatibile con la direttiva 2006/123/CE, ovvero se si intende come ‘concessione’ un riferimento a qualsiasi concessione attinente ad un’attività economica rilevante per l’ambito oggetto di selezione e non, dunque, unicamente concessioni ‘demaniali’ (riguardanti, ovvero, il demanio italiano) ma anche attività comparabili svolte in altri regimi. Per scongiurare il rischio di favorire gli attuali concessionari, risulta anche necessario bilanciare i suddetti criteri con altri non facenti riferimento ad esperienze pregresse, in modo tale da aprire il più possibile l’ingresso a nuovi operatori.

Un chiarimento che incide in modo critico sulle linee guida della Regione Abruzzo, che attribuiscono rilievo premiale all’esperienza su precedenti concessioni e al reddito da esse derivante.

Dalla risposta resa dalla Commissione si ricava che i criteri selettivi fondati su “concessioni” o su “esperienze pregresse” possono essere considerati compatibili con il diritto dell’Unione soltanto se interpretati in senso ampio e non discriminatorio, ossia se riferiti a qualsiasi attività economica comparabile, anche svolta in altri Stati membri o in regimi giuridici differenti, e non se limitati alla sola titolarità di concessioni demaniali marittime.

Ne conseguirebbe che l’attribuzione di un vantaggio selettivo fondata esclusivamente sul fatto di aver già detenuto una concessione sul demanio marittimo nazionale non risulterebbe coerente con i principi della Direttiva 2006/123/CE, in quanto produrrebbe un effetto di chiusura del mercato e di favore verso gli operatori già presenti.

C’è di più, perché la commissione giudicatrice dovrebbe garantire anche imparzialità nella valutazione delle offerte.

“Nelle procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime aggiudicate mediante il criterio dell’Offerta Economicamente Più Vantaggiosa (OEPV), la valutazione delle offerte tecniche e l’attribuzione dei punteggi dovrebbero essere effettuate da una Commissione giudicatrice dotata di adeguata competenza professionale e di piena imparzialità, in coerenza con quanto previsto dagli articoli 93 e 108 del D.Lgs. 36/2023”.

Occorre quindi ricorrere al giudizio tecnico a un organo collegiale specializzato, distinto dall’ufficio che ha predisposto gli atti di gara e, in base ai principi di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, sanciti dall’articolo 97 della Costituzione e richiamati dal Codice dei Contratti Pubblici, i commissari dovrebbero inoltre essere indipendenti, non coinvolti nella predisposizione del bando né portatori di interessi diretti o indiretti nella procedura.

Sul piano delle modalità di aggiudicazione, è il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) a stabilire che le concessioni demaniali non possono essere assegnate tramite una mera competizione sul canone, ma devono essere valutate con il criterio dell’Offerta Economicamente Più Vantaggiosa, attribuendo centralità alla qualità dell’offerta tecnica. Proprio perché la valutazione dell’offerta tecnica è decisiva, la normativa sugli appalti richiede la nomina di una commissione giudicatrice imparziale e competente, distinta dagli uffici che hanno predisposto gli atti, chiamata a valutare le offerte con criteri oggettivi e trasparenti.

“Se l’obiettivo è davvero valorizzare il territorio, diventa fondamentale utilizzare le gare come strumento per creare qualcosa di bello, riconoscibile e unico per l’Abruzzo. Puntare sulla qualità progettuale, sui servizi innovativi, sulla sostenibilità ambientale e sull’identità dei luoghi significa costruire un’offerta turistica capace di distinguersi nel panorama nazionale e internazionale. Le concessioni demaniali non dovrebbero essere viste come semplici occasioni di rendita, ma come leve strategiche per generare valore, migliorare l’immagine della costa abruzzese e offrire esperienze di qualità a cittadini e visitatori, contribuendo a uno sviluppo turistico più moderno, duraturo e condiviso”.

Pubblicato su Abruzzoweb