Domenica, 8 Febbraio 2026 Vastese

Civeta, solo due comuni su 8 si oppongono allo stop del Garante

Solo Monteodorisio e Villalfonsina decidono di costituirsi in giudizio

La vertenza aperta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) sulla trasformazione regressiva del Civeta da società di capitali ad azienda speciale si estende a tutti i comuni soci del Consorzio, ma solo Monteodorisio e Villalfonsina decidono di costituirsi in giudizio. L’udienza davanti ai giudici del Tar di Pescara è fissata per il 16 febbraio.

Secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato la delibera, approvata tra ottobre e novembre 2024, dai consigli comunali di San Salvo, Vasto, Cupello, Scerni, Casalbordino, Pollutri, Villalfonsina, Monteodorisio e le due ex comunità montane del medio ed alto vastese, per far tornare il Civeta ad essere un’azienda speciale consortile violerebbe le norme a tutela della concorrenza e del mercato. In sostanza, secondo la tesi portata avanti dall’Agcm, i comuni avrebbero adottato un modello di gestione escluso dal legislatore, senza indicare le ragioni della scelta effettuata, né avrebbero fornito alcuna valutazione sulla idoneità della società trasformata a rappresentare lo strumento più adatto per il perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente, né fornito dati sul valore dell’operazione, sui risultati della gestione precedente e sui risultati prevedibilmente attesi in seguito all’operazione di trasformazione. Il primo comune ad essere finito nel mirino dell’Autorità garante era stato San Salvo. Ora tocca agli altri.

“Abbiamo deciso di costituirci in giudizio in quanto le motivazioni a sostegno del ricorso non vengono condivise”, spiega la sindaca Catia Di Fabio, “ riteniamo inoltre che ci siano validissimi motivi per il rigetto”.

Il comune di Monteodorisio, essendo sprovvisto di ufficio legale, ha affidato l’incarico all’avvocato Sara Salviani di Termoli che dovrà rappresentare le ragioni dell’ente.

Non si sono invece costituiti gli altri comuni, tra cui Cupello che sul proprio territorio ospita il Polo impiantistico per lo smaltimento dei rifiuti urbani conferiti dai comuni-soci, come ci viene confermato dalla sindaca Graziana Di Florio.

L’Autorità garante chiede l’annullamento della delibera “fotocopia” adottata dai consigli comunali. Insomma, un’altra grana per il Civeta, tornato ad essere Consorzio alla fine del 2024, a distanza di soli due anni dalla trasformazione in società di capitali. Il passaggio regressivo, votato dall’assemblea dei sindaci, è stato motivato dalla necessità di non perdere i fondi Pnrr, pari a circa 30 milioni di euro, messi a rischio dalla precedente trasformazione.

Prima di impugnare la delibera che sancisce il ritorno ad azienda speciale del Consorzio l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva espresso un parere, evidenziando tra l’altro la carenza di motivazioni in ordine alla scelta di eseguire l’operazione di trasformazione societaria.

Anna Bontempo (Il Centro)