Giovedì, 5 Febbraio 2026 Abruzzo

Progetto di un Parco Eolico tra Vasto, Termoli e Isole Tremiti: scoping del progetto “Rospo” da 3,7 miliardi

Maxi eolico da 67 torri alte fino a 270 metri. Parte lo studio preliminare per valutare l’impatto ambientale

 È stata avviata lo scorso 28 gennaio la fase di «scoping» sul progetto eolico offshore Rospo, del valore di 3.7 miliardi di euro, nel tratto di Adriatico compreso tra Termoli, Vasto e le isole Tremiti. Si tratta del momento in cui vengono definiti i contenuti dello Studio di Impatto Ambientale, necessario per valutare la sostenibilità dell’impianto prima della sua eventuale approvazione.

L’iniziativa prevede la costruzione di 67 torri eoliche da 15 MW ciascuna, per una potenza complessiva di 1005 MW, con aerogeneratori alti fino a 270 metri su fondazioni fisse al fondo marino. La distanza minima dalla costa sarà di 21,5 km dal Molise e circa 30 km dall’Abruzzo. Un cavidotto collegherà l’impianto alla terraferma, in prossimità del promontorio di Punta Penna a Vasto, proseguendo fino alla Val Pescara, dove è previsto anche un sistema di accumulo dell’energia BESS da 350 MW, costituito da 490 container.

Secondo il Forum H2O, l’eolico offshore rappresenta un’opportunità importante per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, con impatti generalmente più contenuti rispetto agli impianti a terra. Ma, sottolineano gli esperti, un progetto di questa portata richiede un’analisi rigorosa e completa. «Ogni effetto deve essere valutato in maniera oggettiva e senza retorica – osservano – evitando ipocrisie sul paesaggio, soprattutto da parte di enti locali che già promuovono la cementificazione della costa».

Tra le criticità già emerse ci sono questioni ambientali non trascurabili. La torre più vicina alla terraferma si troverebbe a soli 700 metri dalla Zona di Protezione Speciale per gli Uccelli delle Tremiti, mentre l’impianto lambisce anche un’Important Bird Area, dove il rischio di collisioni tra uccelli e pale è noto. Preoccupa anche la documentazione preliminare: tra i siti Natura2000 interessati, non viene menzionato Punta Aderci, attraversata dal cavidotto secondo le carte del proponente, mentre il Ministero cita soltanto «Calanchi di Bucchianico» e «Isole Tremiti».

Dubbi sorgono inoltre sulla struttura societaria del progetto: a presentare un piano da 3,7 miliardi di euro è una SRL, il che solleva interrogativi sulle competenze tecniche e sulle garanzie per realizzare un impianto così complesso.

Le due regioni, le agenzie regionali per la protezione ambientale, i comuni, la soprintendenza e gli altri enti coinvolti sono ora chiamati a un attento scrutinio preliminare della qualità degli studi che la società dovrà produrre. Una fase delicata, in cui eventuali omissioni o errori potrebbero compromettere l’intero processo autorizzativo, rendendo necessario un esame particolarmente accurato degli impatti ambientali, economici e paesaggistici.

Di seguito la lettera del ministero: 2026-01-28-0033066-id-14300-mase-comunicazione-procedibilita-istanza-responsabile-del-procedimento-e.pdf.

La documentazione preliminare: https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/11869/18287.