Domenica, 1 Febbraio 2026 Nazionali

Poliziotto pescarese aggredito a Torino

"Colpito lo Stato", arresti dopo i violenti scontri

Si chiama Alessandro Calista l’agente del Reparto Mobile di Padova che è stato aggredito durante la manifestazione per Askatasuna a Torino. Sposato e padre di un bambino, ha 29 anni ed è originario di Pescara.

Il video dell’aggressione è subito diventato virale: Colista era in servizio a Torino per la manifestazione, a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi, durante gli scontri scoppiati al termine del corteo contro lo sgombero del centro sociale. A salvarlo sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo.

Ora è ricoverato al pronto soccorso chirurgico. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata.

Nella guerriglia è rimasto ferito anche un altro poliziotto abruzzese, Francesco Rosella, di Gioia dei Marsi (L’Aquila), e sono stati aggrediti anche Bianca Leonardi e il suo filmaker, della troupe Rai di Far West.

All’inizio del corteo, 15.000 in strada secondo le forze dell’ordine, 50.000 per gli organizzatori, si erano uniti sindacati di base, militanti di centri sociali non solo dall’Italia, il movimento No Tav, il fumettista Zerocalcare.

In totale, secondo gli ultimi aggiornamenti, sono oltre cento i feriti tra le forze dell’ordine negli scontri: secondo quanto si apprende, sono
rimasti feriti 96 poliziotti, 7 militari della guardia di finanza e 5 carabinieri.

Blu, Ugo. Ma anche Kiwi e Mango: questi alcuni dei nomi in codice cui si chiamavano tra di loro i gruppi di incappucciati, mentre attaccavano le forze dell’ordine. Anarchici e autonomi, divisi dalle idee politiche, ma uniti durante l’assalto. Un unico blocco nero che, quando ha iniziato a fare buio sulla città ha attaccato.

Prima sul corso, a pochi metri da dove si trova l’edificio occupato per trent’anni dagli autonomi e sgomberato a dicembre scorso, poi per le vie limitrofe, ma anche durante la ritirata. Quando tutte le bombe carta e i razzi erano stati lanciati e dopo che i cassonetti erano stati dati alle fiamme insieme a un mezzo delle forze dell’ordine, si sono ritirati.

La scia che hanno lasciato sul selciato è fatta di giacche e pantaloni impermeabili, buttati dopo che tutto era finito. Dopo la battaglia restano innumerevoli cocci di bottiglie di vetro, candelotti di lacrimogeni, tanti massi, fioriere distrutte.

Pochi i momenti in cui antagonisti e forze dell’ordine sono venuti a contatto. Tra questi però l’aggressione all’agente, quasi un vero e proprio linciaggio. Ci sono feriti anche tra i manifestanti, portati via a braccio o curati dentro un portone. Un intero quartiere, quello di Vanchiglia, ha vissuto una delle sue giornate più violente, come a Torino non si vedevano da tempo.

E sono almeno due le persone arrestate ieri e portate in carcere. Si ha notizia di giovani donne rilasciate e denunciate a piede libero. Le persone fermate ieri è portata in questura per gli accertamenti erano state in tutto una decina.