Venerdì, 30 Gennaio 2026 Chieti

Dal prossimo mese di marzo accertamenti di invalidità solo a Chieti

Si paventano gravi disagi per i residenti nel territorio del Vastese

 È già partita in altre zone d’Italia la sperimentazione dell’INPS che prevede la centralizzazione delle procedure per l’accertamento degli stati di invalidità civile e della disabilità. In Abruzzo, al momento, l’unica provincia interessata è stata quella di Teramo dal 30 settembre 2025. Dal prossimo mese di marzo, però, il nuovo modello dovrebbe essere esteso anche alla provincia di Chieti, con conseguenze pesanti soprattutto per il Vastese.

Il cambiamento prevede, di fatto, la soppressione delle sedi periferiche attualmente operative a Vasto, San Salvo, Casalbordino e Gissi. Venendo meno i punti di erogazione istituiti presso le ASL del territorio, tutti gli utenti della provincia che dovranno sottoporsi a visita medica saranno obbligati a recarsi esclusivamente presso la sede INPS di Chieti.

Una scelta che rappresenta l’ennesimo atto di marginalizzazione dell’area vastese rispetto al capoluogo e che colpisce direttamente le fasce più fragili della popolazione: anziani, persone con disabilità, cittadini con gravi difficoltà motorie ed economiche. Per molti di loro, affrontare uno spostamento fino a Chieti significa dover superare ostacoli logistici, costi aggiuntivi e disagi spesso incompatibili con le proprie condizioni di salute.

La decisione appare ancora più incomprensibile se si considera l’ampiezza del territorio e la nota carenza di collegamenti pubblici efficienti, soprattutto dalle aree interne. Una sperimentazione che, almeno nel Vastese, rischia di trasformarsi in un serio problema sociale, piuttosto che in un miglioramento del servizio.

“Gli invalidi ringraziano per l’ennesima scelta scellerata di qualcuno”, commenta amaramente un nostro lettore che ha segnalato la problematica dando voce di fatto a un malcontento diffuso. “Ancora una volta, decisioni prese lontano dal territorio sembrano ignorare le reali esigenze di chi vive quotidianamente situazioni di fragilità”.

Si chiede alle istituzioni competenti un ripensamento della misura o, quantomeno, l’adozione di correttivi che garantiscano prossimità dei servizi, accessibilità e tutela dei diritti fondamentali.

La sperimentazione iniziale prevista per 12 mesi è stata prorogata a 24 mesi, con l’obiettivo di una piena applicazione nazionale dal 1° gennaio 2027.

Uno dei cambiamenti principali riguarda il procedimento di accertamento, che diventa centralizzato tramite l’INPS, ora unico ente competente per la valutazione della disabilità. Per attivare la pratica, sarà sufficiente trasmettere in modo telematico all’INPS il “certificato medico introduttivo”: non saranno necessari ulteriori adempimenti iniziali.

La sperimentazione estende inoltre la valutazione a nuove patologie, tra cui artrite reumatoide, cardiopatie, broncopatie e malattie oncologiche, oltre a quelle già comprese come disturbi dello spettro autistico, diabete di tipo 2 e sclerosi multipla.