Martedì, 27 Gennaio 2026 Vasto

“Sotto una pioggia di stelle” al Teatro Rossetti: la memoria diventa voce dei giovani

Un’esperienza di educazione alla memoria e alla cittadinanza attiva

Nella mattinata di oggi 27 gennaio 2026 il Teatro Rossetti ha ospitato lo spettacolo teatrale “Sotto una pioggia di stelle”, un intenso allestimento di teatro civile dedicato al tema della deportazione degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, ispirato a vicende storiche realmente accadute in Abruzzo nel 1943. Alla rappresentazione hanno assistito alcune classi terze delle scuole Rossetti e Paolucci, protagoniste di un’importante esperienza di educazione alla memoria e alla cittadinanza attiva. Lo spettacolo è prodotto da Officine Solidali Teatro di Pescara e realizzato da Indaco Teatrogiovani, compagnia composta in larga parte da attori e attrici giovanissimi, che hanno saputo restituire con grande intensità e consapevolezza pagine drammatiche della nostra storia locale. 

«La narrazione – spiegano il sindaco Francesco Menna e l’assessore alla Cultura e al Turismo Nicola Della Gatta –  intreccia storie vere accadute sul territorio abruzzese: dalla prima deportazione di ebrei italiani avvenuta a Sulmona l’8 ottobre 1943, ai salvataggi resi possibili grazie al coraggio della popolazione civile nelle aree montane tra Casoli, Roccaraso e Castel di Sangro; dalle figure storiche di Domenico Troilo, vice comandante della Brigata Maiella, di Trentino La Barba, martire degli eccidi nazisti del ’43, del misterioso rom che aiutò decine di persone ad attraversare il fiume Sangro, salvandole dalla deportazione e di tante altre storie di vite realmente vissute. La memoria non è un ricordo passivo o un semplice esercizio di commemorazione. È un impegno vivo e continuo che ci obbliga a interrogare il presente con la consapevolezza del passato. Ripercorrere queste vicende significa non solo onorare le vittime e riconoscere il dolore subito, ma anche comprendere come l’odio, la discriminazione e la violenza possano insinuarsi nella società quando si abbassa il livello di responsabilità civica e si perde la capacità di riconoscere l’altro come persona». 

«Portare questo spettacolo davanti a studenti e studentesse – dichiara l’assessora alle politiche giovanili e all’istruzione, Paola Cianci – significa trasformare la memoria in un’esperienza viva. Attraverso il racconto di storie di adolescenti del 1943, giovani attori e attrici parlano ai ragazzi e alle ragazze presenti in platea, dando vita a un potente esempio di educazione tra pari e sottolineando il valore civile dell’iniziativa. La memoria non riguarda solo il passato. Persecuzioni, genocidi, odio e violenza basati sulla discriminazione continuano a ripetersi come sta accadendo al popolo palestinese. Ricordare la Shoah significa dunque riconoscere e denunciare ogni forma di oppressione e disumanizzazione, ovunque avvenga. Mi auguro queste iniziative siano utili alle nuove generazioni per imparare ad assumersi la responsabilità di essere difensori dei diritti umani fondamentali. Un sentito ringraziamento va all’Associazione Grido e alla Consulta Giovanile, per il prezioso contributo organizzativo e per l’impegno costante nella promozione di progetti culturali rivolti ai giovani, capaci di unire scuola, teatro e territorio. Grazie alle dirigenti scolastiche, professoresse Eusebi e Fonzo per aver accolto, con condivisione e convinzione, l’invito a partecipare».