Lunedì, 26 Gennaio 2026 Chieti

Carenza idrica e frane a Chieti: esperti a confronto nella conferenza di Italia Nostra

Secondo gli ultimi dati Istat (anno 2022), l’Abruzzo è la seconda regione italiana per dispersione idrica, con una media del 62,5% rispetto al 42,4% nazionale

Un incontro pubblico per riflettere su una delle emergenze strutturali più gravi che coinvolgono il nostro territorio: la gestione delle risorse idriche e il dissesto idrogeologico. Si terrà mercoledì 28 gennaio 2026, alle ore 17, nella sala conferenze del Palazzetto dei Veneziani, in largo Teatro Vecchio, nel centro storico di Chieti.

L’evento, promosso dalla sezione teatina di Italia Nostra con la collaborazione dell’Università “Gabriele d’Annunzio”, è intitolato “Una gestione sostenibile delle acque in Abruzzo e la situazione idrogeologica teatina”. Un tema tanto attuale quanto delicato, che riguarda da vicino la quotidianità dei cittadini.

Interverranno esperti di primo piano: il biologo Giovanni Damiani, docente di Ecologia delle acque all’Università della Tuscia e coordinatore del comitato scientifico nazionale di Italia Nostra; il geologo Fabio Colantonio, dottore di ricerca in geofisica applicata; l’avvocato Luigi Di Loreto, presidente dell’Ersi, l’ente regionale per il servizio idrico. L'incontro sarà condotto dal giornalista Lorenzo Colantonio, mentre le conclusioni saranno affidate al sindaco di Chieti Diego Ferrara. Porteranno i saluti iniziali i professori Giustino Orlando, Claudio Ferrante e Luigi Menghini, in rappresentanza del Dipartimento di Farmacia e dell’Orto Botanico “Giardino dei Semplici”.

Secondo gli ultimi dati Istat (anno 2022), l’Abruzzo è la seconda regione italiana per dispersione idrica, con una media del 62,5% rispetto al 42,4% nazionale. A livello comunale, Chieti registra una dispersione del 70,4%, la seconda più alta in Italia dopo Potenza. Il dato mette in evidenza la vetustà delle infrastrutture idriche e l'urgenza di interventi strutturali. Non meno allarmante è il quadro legato al rischio frane: nel solo territorio comunale, oltre il 10% degli edifici si trova in aree classificate P3 e P4, cioè a rischio elevato e molto elevato.

L’incontro precede di un giorno la visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico, attesa il 29 gennaio in Abruzzo con un focus specifico sulla città di Chieti e il quartiere Santa Maria.