Lunedì, 26 Gennaio 2026 ChietiL’intersindacale sanitaria abruzzese proclama lo stato di agitazioneGli operatori sanitari abruzzesi chiedono soluzioni alle criticità assistenziali e invocano un incontro urgente con l'assessore VerìL’Intersindacale sanitaria abruzzese (Isa) dichiara lo stato di agitazione dei professionisti convenzionati e dipendenti del servizio sanitario regionale e richiedendo l’attuazione delle procedure di raffreddamento e di conciliazione. Una protesta con l’obiettivo di ottenere la convocazione urgente di un incontro, "più volte richiesto senza riscontri", specificano, all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì finalizzato a condividere soluzioni riorganizzative della assistenza sanitaria regionale da inserire nel Piano operativo 2026-2028 in via di definizione per risolvere il pesante debito economico accumulato negli ultimi anni. “Soluzioni alle criticità assistenziali esistenti che abbiamo rilevato e più volte segnalato - spiegano i rappresentanti coordinati dal dottor Walter Palumbo - che riguardano in modo particolare: il mancato riordino della rete ospedaliera proposta con la legge regionale n°60/2023, la mancata realizzazione delle aziende ospedaliere-universitarie con il coinvolgimento delle scuole di Medicina delle università di Chieti e L’Aquila, l'urgente salvaguardia delle scuole di specializzazione mediche delle università, le lunghe liste di attesa per le prestazioni di visite specialistiche e di esami diagnostici, il sovraffollamento dei pronto soccorso specie nei capoluoghi di provincia, il contenimento della spesa farmaceutica e della spesa per la diagnostica, l'insufficiente assistenza territoriale per la sempre più grave carenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta”. Criticità importanti e dispendiose per l'intersindacale sanitaria e a cui si aggiungerebbe una eccessiva discrezionalità da parte delle Asl nella applicazione e nella gestione periferica di alcuni provvedimenti regionali come “i ventilati tagli alle indennità economiche accessorie agli operatori sanitari; le modalità di scelta dei professionisti ai quali viene assegnata la responsabilità di dirigere i Dipartimenti medici e chirurgici a livello aziendale spesso assegnati con la formula del facente-funzioni per periodi oltre quello previsto dalle normative nazionali; l’insufficienza di operatori socio-sanitari nelle Unità operative ospedaliere” e molte altre criticità da avanti alle quali negli ultimi tempi l'amministrazione regionale avrebbe riservato “soltanto indifferenza”, motivo per il quale oggi "ci vediamo costretti a proclamare lo stato di agitazione" concludono dall'Isa.
|
