Venerdì, 23 Gennaio 2026 Abruzzo

Fa discutere la nomina di Laura D'Ambrosio nei Musei Archeologici di Chieti

Marsilio, “PD squadrista", D’Alfonso, "Reazione romanamente violenta"

 "Un'aggressione squadristica da parte del Pd", "mi auguro che la professoressa D’Ambrosio voglia valutare fino in fondo l’opportunità di querelare quanti la stanno calunniando", e che il fanfarone che dal suo comodo seggio della Camera la sta ingiuriando non si voglia vigliaccamente proteggere con l’immunità parlamentare di cui gode", parte all'attacco il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi.

"Troppo accalorata, troppo scomposta, troppo risentita, troppo romanamente violenta, troppo fuori dalle righe istituzionali l'attacco-autodifesa del Governatore della Regione Abruzzo rispetto al moderato intervento del sottoscritto e del Pd sull'inopportunità di alcune nomine ispirate al Ministro della Cultura Giuli nel CdA dei Musei statali della Regione Abruzzo", risponde l'ex presidente della Regione, del Pd, Luciano D'Alfonso, oggi deputato.

Si infiamma la polemica e lo scontro politico, che ha anche risonanza nazionale, a seguito del rinnovo del Consiglio di amministrazione dei Musei archeologici nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo, con decreto del ministro alla Cultura, Alessandro Giuli, di FdI, che hanno portato all'attacco il centrosinistra che ha tuonato contro l'ingresso nel Consiglio di amministrazione di Laura D'Ambrosio, candidata nelle liste di FdI per le Regionali che nel 2024 hanno portato alla storica riconferma del centrodestra guidato da Marsilio.

Si registra anche levata di scudi da FdI e dal fronte del centrodestra in difesa di D'Ambrosio che, in qualità di dirigente dell’Istituto comprensivo di Nereto, venne contestata dai genitori degli alunni dopo una rievocazione "in cui agli studenti veniva imposto di cantare Faccetta nera", lamenta il Pd che rimarca come "il ministro Giuli ha nominato nel Cda dei Musei statali della regione Abruzzo una candidata bocciata dagli elettori alle ultime elezioni regionali con Marsilio. Una scelta che appare come una ricompensa politica e che sconcerta, anche alla luce di precedenti noti alle cronache".

Ricostruzione smentita da Marsilio che passa al contrattacco rispondendo in particolare al deputato dem Luciano D'Alfonso che in una nota ha rilanciato quanto denunciato in un primo momento dal consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci (Qui il link)

Oltre a D'Ambrosio, il nuovo cda - si legge nel testo - è composto dal direttore pro tempore dei Musei archeologici nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo, che lo presiede, e dai seguenti componenti: Giorgio Fraccastoro - presidente della Saga, che gestisce l'aeroporto d'Abruzzo - designato dal Ministro della cultura; Michele Martinelli, designato dal Ministro della cultura d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze; Marco Giglio, designato dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici.

"Nel ringraziare il ministro Alessandro Giuli per la nomina del CdA dei Musei Archeologici Nazionali di Chieti, voglio esprimere la mia solidarietà alla professoressa Laura D’Ambrosio, oggetto di una vera e propria aggressione squadristica da parte del Partito Democratico, prontamente rilanciata da ‘Repubblica’", scrive Marsilio.

"Aggressione - sottolinea - che si fonda su una calunnia e una mistificazione che va avanti da ormai tre anni, alimentata dal ‘grave torto’ che D’Ambrosio ha avuto di volersi candidare alle scorse regionali a mio sostegno. Perché, come è noto, se gli uomini e le donne impegnati nel mondo della scuola, dell’Università, della cultura, dell’arte e dello spettacolo si candidano con la sinistra diventano un modello di impegno civico e il loro contributo nobilita la politica e il partito in cui militano. Se accade lo stesso a destra, si chiama ‘occupazione del potere’ e si grida alla strumentalizzazione delle istituzioni culturali".

"Come dimostrato già nel 2024, nella scuola diretta da D’Ambrosio - chiarisce Marsilio - a nessun bambino fu mai ‘imposto di cantare Faccetta Nera’, come il fanfarone deputato del Pd D’Alfonso oggi torna ad accusare. La D’Ambrosio, ricevuta la denuncia di un fatto così grave, attivò prontamente il relativo procedimento disciplinare. Nel corso del quale la docente ‘incriminata’ dimostrò abbondantemente che non ci fu alcuna apologia, né venne ‘imposto’ alcunché agli studenti, ai quali la canzone venne fatta conoscere solo per ricostruire il contesto culturale e sociale dell’epoca, debitamente introdotta da una chiara stigmatizzazione negativa. Peraltro, la docente accusata di ‘nostalgie fasciste’ si era contraddistinta sin dal 2016 per numerose e ripetute iniziative di rievocazione e celebrazione della Giornata della Memoria e di altre date simboliche della Resistenza e dell’antifascismo, in collaborazione con la locale sezione dell’ANPI. Per questo, e dopo due occasioni di incontro e chiarimento con i genitori della classe, il caso venne chiuso e archiviato. Ma, pur di attaccare il sottoscritto, quando la D’Ambrosio si è candidata alle regionali per sostenermi, la macchina del fango è ripartita, come se nulla fosse".

"Tornando a calpestare la dignità professionale e umana delle persone coinvolte - evidenzia -, facendo strage della verità e costruendo una narrazione talmente irreale da poter essere creduta solo dai giornalisti di Repubblica, che ancora oggi la rilanciano senza alcun vaglio critico. Troppo ghiotta la notizia: Marsilio, Faccetta Nera, Giuli, evvai! Ma qualcuno può davvero e seriamente credere che nel gennaio 2023, nel terzo millennio, in una scuola della Repubblica, una docente faccia mettere in fila i bambini e gli insegni a cantare ‘Faccetta Nera’? Per educarli ‘fascisticamente’? Quanto bisogna essere bugiardi e mistificatori per diffondere certe notizie, e quanto bisogna essere allocchi e creduloni per cascarci? ‘Repubblica’ e i suoi giornalisti sempre all’erta vorrei capire se recitano la parte degli uni – i bugiardi - o degli altri – i creduloni – o entrambe…".

"Mi auguro che la professoressa D’Ambrosio voglia valutare fino in fondo l’opportunità di querelare quanti la stanno calunniando, e che il fanfarone che dal suo comodo seggio della Camera la sta ingiuriando non si voglia vigliaccamente proteggere con l’immunità parlamentare di cui gode. Resta il fatto che con la nomina del CdA prende finalmente corpo l’importante riforma voluta dal ministro Gennaro Sangiuliano e portata avanti dal Ministro Alessandro Giuli, che ha valorizzato e promosso i Musei Archeologici Nazionali di Chieti, conferendogli autonomia e prestigio. Sono certo che il Ministero, la Direzione del Museo e l’intero CdA, con i suoi autorevoli e competenti componenti, sapranno rilanciare i Musei e l’intera città di Chieti che ha l’onore di ospitarli", chiosa Marsilio.

Ed ecco la controreplica di D'Alfonso.

"Comprendo che dopo la tegola del disastro e del disavanzo della sanità, dopo una giunta che scalpita per le nuove nomine e spinge e preme, dopo la batosta sulle elezioni amministrative di Pescara, una nuova mannaia dialettica possa far tracimare un vaso di errori già abbondantemente colmo. Ma veramente la lingua del Presidente batte dove il dente duole".

E prosegue: "come sempre riparto dal fatto chiaro: il Ministro Giuli ha scelto di nominare nel CdA di una autorevole Istituzione museale abruzzese una dirigente scolastica, sicuramente politicamente vicina al Presidente Marsilio, tanto da candidarsi al suo fianco e correre per la Regione, senza riuscire a salire sugli scranni. Ed è un fatto che quella dirigente sia stata protagonista di un fatto increscioso, e istituzionalmente e politicamente scorretto: nella scuola da lei diretta è andata in onda un'occasione pubblica in cui i bambini hanno cantato, si racconta in modo perfetto e con una memoria verbale ben preparata, 'Faccetta Nera', un brano scritto nel 1935 da Renato Micheli legato alla propaganda del regime fascista durante la guerra d'Etiopia. Composta in quel periodo, celebrava la conquista italiana dell'Etiopia, in linea con la retorica coloniale. E questo fatto penso che sia indiscutibile, a meno che il presidente Marsilio non voglia barbaramente cimentarsi con la reiscrizione della storia".

Per il deputato "oggi quella dirigente scolastica, dopo aver meritato una candidatura, è stata ulteriormente attenzionata, addirittura dal Ministero, con una nomina di assoluto prestigio che a mio e nostro giudizio non è accettabile. Né tantomeno il pubblico e collettivo biasimo o anche l'ironia possono scatenare una tale reazione rabbiosa da parte di un uomo delle Istituzioni, Presidente di tutti, sia di coloro ai quali Faccetta Nera muove emozioni mai sopite, sia di coloro ai quali invece quel brano suscita un ricordo familiarmente doloroso e offensivo".

2Nessuna responsabilità può essere attribuita ai bravi e attenti giornalisti di Repubblica o di altre Testate, anche regionali, che hanno ritenuto notiziabile il fatto: la verità è che quel giorno, in quella scuola, Faccetta nera non doveva andare in onda. Ed è ancora più deprecabile che la stessa Autorità scolastica, quel giorno, abbia partecipato a una esibizione di tale gravità, magari, immaginiamo, anche con un sorriso trattenuto e soddisfatto. La dirigente scolastica avrebbe quantomeno dovuto condannare, e non giustificare, quello che ha tentato di far passare per un mero errore, avrebbe dovuto assumere un provvedimento disciplinare, ricordando che nel diritto penale sortiscono lo stesso effetto tanto i reati omissivi quanto quelli commissivi. La colpa è sempre colpa"

D'Alfonso ritiene che "quella nomina abbia in qualche modo offuscato anche l'adeguatezza e l'idoneità di altre nomine operate in Abruzzo: nessuno ha mai pensato di contestare la nomina dell'appropriato Maurizio Scelli quale direttore dell'Agenzia regionale di Protezione Civile dell'Abruzzo, o dell'eccellente avvocato Giorgio Fraccastoro quale Presidente della Saga, due professionalità che per riconosciuta esperienza possono fare bene in Abruzzo e all'Abruzzo".

Sulle nomine "da canzoniere" D'Alfonso formula le seguenti domande a Marsilio.

"Qual è stato l'elemento curriculare che ha permesso all'innocente Ministro Giuli di scegliere la dirigente scolastica abruzzese in un CdA dei Musei abruzzesi? Gli è bastato sentire da Roma l'eco di Faccetta nera per appuntare quel nome sulla sua agenda di incarichi da distribuire, o c'è stata una ulteriore ispirazione localistica? Piuttosto che sventolare querele che sapremmo neutralizzare senza particolari fatiche, perché biasimare in pubblico errori imperdonabili è ancora consentito, forse anche trumpianamente, è in grado la dirigente nominata di fornire una nomenclatura del contributo informativo che intende introdurre all'interno del CdA?"

Infine "la sua presenza istituzionale darà un tocco e una tonalità di musicalità storica alle riunioni collegiali, o ritiene magari opportuno aprire il proprio esordio politico-amministrativo fornendo spiegazioni credibili circa gli eventi che hanno caratterizzato fin qui la propria notorietà? Al guascone e nostalgico Presidente di Regione chiedo invece quali altri nomine sanremesi ha in serbo per gli Enti di collocazione strategica del nostro territorio? "Oltre a Gabbiani, Musei, nomine, incarichi, Festival, cartoni animati e fiere birraie, ha intenzione di cominciare a intercettare e raccattare risorse anche per coprire il buco della sanità? Se il Presidente vuole, proviamo a discutere pubblicamente, magari anche nella scuola canzonata, se quella nomina è difendibile o meno. Quasi vorrei esprimere la mia personale solidarietà al Ministro Giuli, al quale hanno fatto firmare un assegno in bianco, senza conoscere la ricompensa ad personam dell'intera dell'operazione condotta".