Giovedì, 15 Gennaio 2026 Abruzzo

Vertenza lavoratori Tua, i sindacati dei trasporti: "La mobilitazione continua"

Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Faisa Cisal documentano una serie di gravi inadempienze aziendali

“Non si può più tollerare una gestione che ignora la sicurezza stradale, calpesta i diritti dei lavoratori e abbandona le aree interne: la mobilitazione continuerà con fermezza finché non verranno ripristinate legalità contrattuale e dignità del servizio”. Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Faisa Cisal confermano l'avanzamento in seconda fase della vertenza dei lavoratori Tua, che vedrà l'immediato coinvolgimento del prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino.

“La scure di Tua si è abbattuta violentemente sulle aree interne dell'Abruzzo, cancellando definitivamente le residenze di lavoro storiche – si legge in una nota unitaria dei sindacati - Parliamo di un colpo letale per l’occupazione locale: Gissi (3 turni), Atessa (5), Altino (2), Ateleta (3), Pizzoferrato (4), Scafa (6), Serramonacesca (4) e Secinaro (6). A questo si aggiunge l'emorragia dei subaffidamenti che coinvolge centri vitali come Scanno (3), Castel Del Monte (3), Pescasseroli (6), Scoppito (1), Navelli (3), Rocca S. Maria e Pietracamela, solo per citarne alcune, che sono state cedute a privati nelle subconcessioni. Questa scelta sradica decine di famiglie, costrette al trasferimento forzato, e sottrae ai piccoli comuni montani e dell’entroterra quei presidi occupazionali stabili che non verranno mai rimpiazzati. È un paradosso inaccettabile: mentre la politica regionale si riempie la bocca con i piani di contrasto allo spopolamento, l’azienda pubblica di trasporti agisce come un rullo compressore che desertifica il territorio. Tua sta sostituendo il lavoro dignitoso con la precarietà estrema dei subaffidamenti, dove i lavoratori, spesso privi di tutele contrattuali nazionali fondamentali come il riconoscimento delle diarie, si ritrovano senza garanzie per il futuro e senza alcuna sostenibilità economica per restare a vivere in quei paesi che oggi la gestione aziendale contribuisce a svuotare”.

Riguardo ai mancati controlli sui subaffidamenti, le segreterie regionali fanno alcuni esempi: “Senza tornare troppo indietro, nel mese di ottobre a Civitella del Tronto un mezzo ha perso la ruota posteriore, finita nei campi: solo un intervento divino ha evitato il peggio. Oggi quel servizio è affidato alla stessa ditta che opera con un autobus MyWay immatricolato tra il 1999 e il 2007, un mezzo altamente inquinante Euro 3. Un altro esempio emblematico è sulla Torricella Peligna-Pescara, laddove opera un mezzo meno anziano ma privo di obliteratrice, rendendo impossibile timbrare i biglietti, e senza indicatori di percorso. Questa è la realtà dei fatti che smentisce la narrazione aziendale: tra mezzi che perdono pezzi, bus obsoleti e strumentazioni mancanti, evasione tariffaria consentita, la sicurezza e l'efficienza sono solo un lontano ricordo per gli utenti delle aree interne”.