Giovedì, 15 Gennaio 2026 Abruzzo

Masci, “Nessuno contesti la mia onestà”. Costantini, "Non errori formali, ma imbrogli"

Ormai nella città adriatica si respira già aria di campagna elettorale

"Centinaia di schede elettorali sparite", non irregolarità, ma "imbrogli", secondo il centrosinistra, mentre per la Giunta comunale di Pescara si tratta solo di "errori formali".

E così a Pescara si infiamma lo scontro politico, in vista del ritorno al voto in 23 delle 170 sezioni, il giorno dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che ha confermato parzialmente la sentenza del Tar che a giugno scorso aveva disposto nuove elezioni in 27 sezioni a causa di irregolarità nelle operazioni della tornata elettorale della primavera 2024 in cui il sindaco di centrodestra Carlo Masci, di FI, aveva vinto evitando il ballottaggio per poche centinaia di voti.

Oggi botta e risposta a distanza in due conferenze stampa tra il sindaco Masci, affiancato da assessori e consiglieri di maggioranza, e il candidato a sindaco Carlo Costantini insieme ai consiglieri di centrosinistra.

MASCI: "SOLO ERRORI FORMALI, NESSUNO CONTESTI LA MIA ONESTA'"

"Nella sentenza c'è scritto chiaramente che non ci sono state situazioni particolari se non errori formali dei presidenti e i veri danneggiati di questa situazione sono proprio i consiglieri di maggioranza e il sindaco. Noi oggi ci ritroviamo a votare di nuovo perché i presidenti di seggio, nominati dal presidente della Corte d'Appello, hanno fatto degli errori formali. A Masci si può contestare che sbaglia nella sua attività amministrativa, ma non gli si può contestare l'onestà. Se mi si contesta quacosa di infamante, sono pronto a muovermi dal punto di vista legale".

Così il sindaco di Pescara, Carlo Masci, affiancato da assessori e consiglieri di maggioranza e dal presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, nel corso di una conferenza stampa all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha imposto nuove elezioni in 23 sezioni su 170.

"Nonostante noi abbiamo vinto le elezioni al primo turno, e nessuno l'ha potuto mettere in dubbio - afferma - ci prepariamo con tranquillità a fare la cosa che ci piace di più, la campagna elettorale. Ci ripresentiamo agli elettori sapendo che abbiamo fatto tante cose e ci presentiamo contro degli schieramenti che dicono soltanto 'no'. Pescara è una città che deve dire 'sì', deve diventare la capitale dell'Adriatico e stiamo lavorando per questo. I cittadini lo sanno perfettamente".

"Voteremo in quelle sezioni, mi auguro nel più breve tempo possibile - prosegue Masci - Torneremo al voto tranquillamente, sapendo che abbiamo un vantaggio notevole, perché la differenza fra me e Costantini è di circa 10mila voti, e questo vantaggio lo amplieremo. Credo che i cittadini si siano espressi chiaramente su chi preferivano come sindaco, ma mi hanno scelto anche rispetto alla sommatoria di tutti i voti dei candidati sindaci miei avversari, perché io ho vinto con più del 50% e questo risulta anche dalle sezioni dove non si dovrà rivotare".

"Noi abbiamo sempre agito con scienza, coscienza e determinazione e sappiamo che quando c'è un sindaco, il sindaco fa delle scelte, l'opposizione invece può tranquillamente dire sempre 'no'. Mi piacerebbe che questa opposizione dicesse una volta 'abbiamo un'idea', ma non ce l'hanno mai", va avanti. A proposito del clima della campagna elettorale, Masci sottolinea che "l'amore vince sempre sull'odio e sulla cattiveria e noi siamo quelli che propongono le cose, non quelli che dicono di no".

COSTANTINI, "STOP FALSITA', NON IRREGOLARITA' MA IMBROGLI, MASCI SI DIMETTA"

"La prima cosa che sento il dovere di fare è quella di fornire ai pescaresi una rappresentazione veritiera dei fatti. Quella fornita da Carlo Masci e dai suoi non è vera, ma questa non è una novità", il commento di Costantini.

"Partiamo dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. In due parole è riuscito a dire due cose non vere e non dovrebbe prestarsi a questo, perché non può dimenticare che la carica istituzionale che ricopre lo vincola ad esercitare un ruolo di garanzia e non sfacciatamente di parte. Ha detto che le elezioni sono valide, dimenticando di mettere le lettere 'in' prima. Le elezioni sono invalide. A pagina 95 della sentenza del Tar, in questo non riformata, è scritto che è stato disposto '.... l'annullamento delle votazioni e del risultato della procedura elettorale con annullamento degli atti di proclamazione degli eletti, dei candidati a sindaco e dei consiglieri comunali e di nomina ...'. Dunque Sospiri non può distorcere la verità dicendo che le elezioni sono valide, perché sono state annullate e dunque invalidate ed il fatto che si rivoti in 23 sezioni invece che in 27 non cambia la sostanza del problema".

"Ha detto poi che sono irregolarità formali, anche qui distorcendo la verità dei fatti - continua Costantini - Le irregolarità formali sono quelle che hanno interessato le sezioni che non sono state annullate. Lo dice espressamente il Consiglio di Stato a pagina 13, dove precisa che l'esito demolitorio (l'annullamento) ha interessato non le sezioni con irregolarità formali, ma solo quelle in cui il contrasto tra dati formali rinvenuti nel verbale e contenuti dei plichi non ha trovato nessuna giustificazione. Quindi basta con la favola delle irregolarità formali, basta con la disinformazione e basta con l'autoassoluzione".

"Masci, invece - osserva ancora Costantini -, oltre a rilanciare la favola delle poche irregolarità solo formali, si è disimpegnato nella cosa che gli riesce di più. Quella di scaricare su gli altri le conseguenze della sua incapacità. Questa volta, invece di dimettersi se l'è presa con i presidenti di sezione, dimenticando in primo luogo che molti ce li ha messi lui e non la Corte d'Appello. Poi si è dimenticato anche che quelli che lui chiama errori dei presidenti hanno avvantaggiato un solo candidato: Masci. Nelle sezioni nelle quali è stato ripetuto lo scrutinio solo lui risultava avvantaggiato ed ha perso infatti, ben 176 voti tra voti tolti a lui e voti che risultavano ingiustamente sottratti agli altri candidati e dunque riassegnati".

"I fatti rivelano, quindi, altre due verità: la prima è che non si è trattato di irregolarità formali, ma di imbrogli, perché se si fanno sparire centinaia di schede elettorali si fanno degli imbrogli e non bisogna avere paura di chiamarli con il loro nome; la seconda e che la revisione dello scrutinio, nelle sezioni in cui è stato possibile, ha rivelato che i presidenti di sezione avevano consentito a Masci di conteggiare molti più voti di quelli che gli spettavano (in alcune sezioni anche 20 in più) e agli altri tre candidati molti voti in meno di quelli che competevano loro, per un totale di quasi 180 voti. In questo contesto Masci avrebbe dovuto tacere e dimettersi, già dopo la sentenza del Tar", conclude. Costantini.