Venerdì, 9 Gennaio 2026 Abruzzo

Alla Regione Abruzzo la Giunta passerà a breve a 9 membri

Insediato gruppo lavoro, diktat di Marsilio, “Con legge elettorale"

Passi avanti per moltiplicare entro l'anno le cadreghe a Palazzo Silone: saliranno a nove, rispetto agli attuali sei, gli assessori regionali.

Due, come previsto, grazie alla nuova legge approvata in Parlamento a favore del potenziamento degli esecutivi nelle piccole regioni come l'Abruzzo. La terza poltrona aggiuntiva, questa la novità, confermata ad Abruzzoweb da più fonti della stessa maggioranza di centrodestra del presidente Marco Marsilio, di Fdi, facendo invece valere la vecchia legge del 2011, che prevedeva infatti che il numero massimo degli assessori regionali doveva essere pari o inferiore a un quinto del numero dei consiglieri regionali, con arrotondamento all'unità superiore.

Ad occuparsi alla modifica dello statuto un gruppo di lavoro interistituzionale Giunta-Consiglio di cui fanno parte Francesca Di Muro, direttore del settore Affari della presidenza del consiglio regionale, le dirigenti Stefania Valeri, Paola Di Salvatore, Anna Caporale e Gabriella Rosa.

Dando giù di calcolo, dunque, in Abruzzo un quinto dei 31 consiglieri, fa 6,2, (31 diviso 5), dunque si poteva anche ottenere, in virtù di quel risicato resto di 0,2, un settimo assessore, approssimandolo in eccesso, ma in tempi di commissariamento della sanità e di politiche della lesina, con il presidente di Forza Italia Gianni Chiodi si decise la strada della sobrietà, confermata nel 2019 da Marsilio.

Ora invece si punta ai nove posti, a parità di spesa, beninteso, visto che i tre nuovi assessori saranno pagati riducendo il compenso degli attuali sei.

Questo è certo, il clima è destinato a farsi incandescente per la corsa per un posto in Giunta, con tanti pretendenti che già stanno muovendo tutti i fili a loro disposizione, in numero ben superiore rispetto alle poltrone disponibili, e se ora saliranno da due a tre sarà forse sarà più facile trovare la quadra.

D'accordo all'allargamento della Giunta è lo stesso presidente Marsilio, viste le troppe deleghe in capo a pochi assessori, ma con un preciso diktat già formulato ai suoi: visto che si dovrà modificare lo statuto, andrà approvata contestualmente la nuova legge elettorale, che prevede il collegio unico elettorale; un suo pallino, previsto dal programma di governo del suo secondo mandato a chiare lettere, ma che resistenze provoca anche nella sua maggioranza.

Difficilmente invece, anche di questo si era discusso, già dalla precedente legislatura, si estenderà anche al sottosegretario di Giunta l'istituto della surroga, ovvero l'ingresso in Consiglio del primo dei non eletti nel suo collegio. Di fatto parificando il sottosegretario ad un assessore, ma in questo caso con aggravio di spesa per accogliere in nuovo arrivato in consiglio.

Oggetto di valutazione è anche la possibilità data al presidente della Giunta di nominare assessori esterni in  numero complessivamente non superiore al 20% dei componenti la giunta. Ad oggi un solo assessore su 6, in questa legislatura l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì. Con 9 assessori il 20% fa 1,8, dunque si potrebbe arrivare a due assessori esterni.

Ma prima appunto di procedere in tal senso, su questo Marsilio non vuol sentir ragione, serve la garanzia sull'approvazione della riforma elettorale, nella consapevolezza che ci sono resistenze anche nella sua maggioranza, per ora silente, soprattutto i consiglieri dell'entroterra che condividono con l'opposizione l'argomento secondo il quale con il collegio unico saranno favorite le più popolose aree costiere, con campagne elettorali molto più costose perché dovranno coprire tutta la regione.

L'iter sarà poi lungo, c'è chi prevede anche un anno, perché si tratta di modificare lo statuto ed occorre dunque, come recita l'articolo 87 dello stesso, la maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive, adottate ad intervallo non minore di due mesi. La legge di revisione dello statuto inoltre "è sottoposta a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione, o un quinto dei componenti il Consiglio regionale". E il partito democratico, con Pierpaolo Pietrucci in testa, sarebbe già pronto a muoversi in tal senso.

A margine del summit di settembre Marsilio aveva detto chiaro e tondo sulla legge elettorale: "non è necessario essere tutti d’accordo. Io ho rinnovato l’invito alla maggioranza a dare seguito ad un preciso impegno elettorale sul quale abbiamo fondato uno dei punti qualificanti del programma di governo. E’ importante far crescere la classe dirigente, e far modo che chi vada ad amministrare l’Abruzzo, non rappresenti solo la sua città o al massimo la sua provincia, ma che sia rappresentante di tutta la regione”.

Con nove possibili posti in Giunta, è destinato a cambiare anche lo scenario del toto-assessori.

Questo lo scenario attuale: il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri di Forza Italia, ad Abruzzoweb ha smentito di voler prendere il posto di Nicoletta Verì, di Marsilio presidente, all’assessorato alla Salute. Ma un posto in Giunta dovrebbe spettare a lui, in ogni caso, magari ad altra delega. Al suo posto entrerebbe il primo dei non eletti nel collegio di Pescara, Paolo Cilli, vicesindaco di Montesilvano, che era andato su tutte le furie allorché Sospiri aveva deciso di optare per la presidenza del Consiglio.

Altro neo assessore in pole è Marianna Scoccia, di Noi moderati, vice presidente del Consiglio regionale e in caso di suo ingresso in Giunta entrerebbe in Consiglio come surrogato, in provincia dell’Aquila, l’avezzanese Alfredo Mascigrande, nella posizione di primo dei non eletti nella lista di Noi Moderati, dopo che è stato dal Tar respinto il ricorso presentato dal terzo arrivato, Sergio Tedeschi, componente del cda della Saga, società regionale che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, e figlio dei sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi.

Scoccia fonda le sue ambizioni anche per il buon risultato di Sulmona, dove Noi Moderati più la civica del marito Andrea Gerosolimo, è stata determinante per la vittoria del centrodestra. Ma il suo partito è pur sempre l'ultima ruota del carro del centrodestra in Regione. E c'è chi pronostica che Scoccia si dovrà accontentare del sottosegretariato, con buona pace di Mascigrande.

A fare l'assessore punta con decisione sempre per Forza Italia Daniele D’Amario, ora sottosegretario con delega al Turismo, ed entrerebbe al suo posto per un quinto mandato il primo dei non eletti in provincia di Chieti, Mauro Febbo, uno dei grandi esclusi delle regionali del 2024, rinviato a giudizio dalla Procura di Cheti con l'accusa di violazione delle norme sul finanziamento dei partiti e corruzione, ma con la richiesta di archiviazione, nel secondo caso formulata dalla Procura.

Forza Italia avrebbe così oltre a quello di Roberto Santangelo, al Sociale e Cultura, altri due assessorati, ma lascerebbe libera la poltrona da presidente del Consiglio regionale, ed eventualmente quella di sottosegretario, la prima per forza di cose ad appannaggio del partito dominus della maggioranza, Fratelli d'Italia, che ha già tre assessori e il presidente di Regione.

In Fdi in pole per la presidenza del Consiglio, ma a questo punto anche per un ulteriore assessorato è Paolo Gatti, il secondo più votato in assoluto alle regionali del 2024, dopo l'assessore al Bilancio Mario Quaglieri, sempre di Fdi, e che si è finora accontentato della sola presidenza della commissione sanità.

Ha però alte aspettative, in Fdi, anche Nicola Campitelli, ex Lega, che si aspettava un maggior riconoscimento per il risultato in provincia di Chieti. E non si può certo ignorare il capogruppo Massimo Verrecchia. Come pure si può star certi che la Lega non starà a guardare e potrebbe chiedere la postazione da sottosegretario per il suo capogruppo Vincenzo D'Incecco da aggiungere alla assessorato all'Agricoltura e vicepresidenza di Emanuele Imprudente.