Venerdì, 28 Novembre 2025 VastoIl progettato insediamento della Renexia boccata di ossigeno per l'occupazioneMolti i giovani ed i lavoratori interessati a trovare un posto di lavoroE’ iniziata la corsa ai posti di lavoro per Renexia, la nuova fabbrica di turbine eoliche che il gruppo Toto ha proposto alla giunta regionale abruzzese. Nonostante non sia stato ancora sciolto il nodo della localizzazione (ma si parla con insistenza di Vasto), proliferano i siti che offrono consulenza sulle prospettive occupazionali e forniscono suggerimenti utili per presentare le candidature. Sono 1.500 le assunzioni previste nell’arco di un biennio. Le figure richieste sono operai, addetti alla produzione, manutentori tecnici ed ingegneri. “Ulteriori opportunità di impiego potranno interessare profili operanti nell’ambito dei cosiddetti Green Jobs”, si legge in uno di questi siti specializzati, “ossia professioni legate ad ambiente, transizione ecologica e sviluppo sostenibile, che comprendono profili quali informatici ambientali, ingegneri energetici ed energy manager”. Al momento, però, le certezze sono poche, visto che stiamo parlando di una fabbrica che non esiste ancora. Risale ad alcuni mesi fa la comunicazione trasmessa da Renexia alla giunta regionale d’Abruzzo, con cui la società del gruppo Toto ha manifestato l’intenzione di localizzare un nuovo insediamento produttivo in provincia di Chieti. L’esecutivo presieduto da Marco Marsilio ha valutato positivamente la proposta, riconoscendone il potenziale impatto economico, occupazionale e tecnologico per il sistema produttivo regionale, attraverso la creazione di una filiera industriale finalizzata alla realizzazione delle turbine flottanti destinate al parco eolico offshore al largo della costa di Trapani, nell’ambito del progetto Med Wind avviato nel 2024, con ricadute positive in termini di produzione industriale e innovazione. L’investimento si aggira intorno ai 500 milioni di euro. I nodi da sciogliere sono la localizzazione (inizialmente si era parlato di Ortona e poi di Vasto) e i terreni dal momento che l’insediamento della fabbrica richiede la disponibilità di 50 ettari che pare non siano presenti nella zona industriale di Punta Penna, ma dovrebbero essere reperiti in aree limitrofe. “C’è ancora molto da fare prima che si concretizzi questa operazione, ma siamo impegnati a farla restare in Abruzzo fornendo quanto è legalmente nelle nostre competenze per sollecitare anche la nascita di una filiera di produzione di questo settore”, aveva detto l’assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca, “la scelta del luogo dell’insediamento deve ancora essere compiuta, ma sicuramente la disponibilità di aree a ridosso del porto favoriranno l’indicazione che verrà data dalla Regione e in ogni caso condivisa con l’impresa per meglio gestire le esigenze dell’azienda”. Anna Bontempo (Il Centro)
|
