Giovedì, 28 Agosto 2025 Chieti

ARRESTATI IN SVIZZERA I MANAGER DI WIP TITOLARI DEL CHIETI CALCIO

SONO ACCUSATI DI TRUFFA E RICICLAGGIO DI DENARO

Volevano farla passare come una favola di provincia, una di quelle storie di calcio e milioni piovuti dal cielo. Cominciata con annunci roboanti, proseguita con la promessa di stadi avveniristici e approdata persino alla Camera dei deputati con la presentazione del progetto di una cittadella dello sport. Poi la favola ha iniziato a oscurarsi. Fino a ieri mattina,  come riporta Il Centro, quando il rumore di un’inchiesta partita dalla Svizzera è arrivato in Abruzzo: sono finiti in carcere Jane Lepori Sassu e Adamo Trane, i due manager a capo di Wip Finance, la società elvetica che detiene l’85% delle quote del Chieti calcio e di cui il patron teatino Altair D’Arcangelo (non coinvolto nell’indagine) si è autodefinito «procacciatore d’affari».

Le accuse ipotizzate sono truffa, appropriazione indebita, amministrazione infedele e riciclaggio di denaro. La notizia, confermata dalle stesse autorità elvetiche, proietta il club neroverde in una dimensione di totale incertezza e apre uno squarcio su un mondo molto più vasto e torbido, dove il calcio rischia di diventare solo una pedina. La svolta di ieri è il culmine di un’indagine sfociata anche in perquisizioni e sequestri di materiale cartaceo e informatico. Con una nota ufficiale congiunta, il ministero pubblico e la polizia cantonale ticinese hanno confermato l’arresto degli amministratori di Wip Finance Sa, anticipato dal Fatto: in cella sono finiti la 48enne svizzera Lepori Sassu e il suo partner, il 39enne italiano Trane, già esautorati lo scorso marzo dalla Consob svizzera. L’eco del blitz è giunta fortissima a Chieti, dove da aprile la procura della Repubblica indaga sui flussi di denaro intorno alla società calcistica, per accertare se i soldi impiegati per le attività sportive siano o meno leciti.

gli investigatori – la cui attenzione si sarebbe concentrata in particolare sulla società Horizon, appartenente alla galassia del duo Lepori-Trane – ipotizzano anche un legame tra i due manager e l’inchiesta Moby Dick, una presunta frode carosello sull’Iva da 1,3 miliardi di euro che – per la procura europea – coinvolge clan di mafia e di camorra. Tutto passava dal Canton Ticino, dove alcuni indagati erano azionisti occulti di cinque società amministrate da Lepori e Trane. L’indagine teatina dovrà ora capire se l’acquisizione del club neroverde fosse un tassello di questo gigantesco e oscuro mosaico.