Martedì, 29 Settembre 2015 Molise

Montenero, ucciso in casa con calci e pugni dopo la lite al bar

Vittima un romeno di 46 anni che poche ore prima aveva litigato con un connazionale in un locale di San Salvo

Prima le voci concitate, poi le urla strazianti. Infine il silenzio. Sono state proprio quelle urla a convincere i residenti di contrada Padula, nel comune di Montenero di Bisaccia (Campobasso), lembo di terra al confine fra Abruzzo e Molise, a chiamare i carabinieri. Avevano capito che in quel casolare semi diroccato stava accadendo qualcosa di grave. Quando i militari della stazione di San Salvo (Chieti) sono arrivati, si sono trovati davanti il corpo straziato di un uomo, con il cranio sfondato in una pozza di sangue. Lividi e abrasioni in tutto il corpo martoriato. Il corpo ricoperto di sangue, ancora caldo. Immediata la segnalazione ai colleghi competenti per territorio, i carabinieri di Montenero di Bisaccia. La vittima, Ion Sotu, 46 anni, è stato trovato all'esterno di una casa diroccata in contrada Padula fra il centro commerciale Costa Verde e la residenza per anziani San Vitale di San Salvo. Una zona periferica ma molto trafficata, che è facilmente raggiungibile anche a piedi da San Salvo. I carabinieri hanno fermato un connazionale di Sotu. Ha 43 anni e aveva trascorso la serata con la vittima a bere in un bar di San Salvo. Sembra che i due, ubriachi, avessero già avuto una discussione. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Luca Venturi della Procura di Larino.Sarà il magistrato molisano a decidere il da farsi. Il cadavere è stato scoperto intorno alle 23,30. Sul corpo tumefatto evidenti segni di percosse, calci e pugni e profonde ferite alla testa. Queste ultime provocate da un oggetto contundente. Per questo sarà difficile parlare di omicidio preterintenzionale: quei colpi violenti alla testa dimostrano la volontà di finire un uomo già impossibilitato a difendersi. Vicino al corpo di Ion Sotu gli investigatori hanno raccolto un bastone ricoperto di sangue. Probabilmente è l'arma del delitto. Le indagini sulle impronte stabiliranno se quelle tracce corrispondono alle impronte dell'uomo fermato che in un primo momento avrebbe ammesso il violento diverbio e poi ritrattato. Il casolare disabitato veniva utilizzato

da tempo come ricovero per la notte. Pare che già in altre occasioni i residenti avessero chiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Sempre a causa di schiamazzi e liti. Questa volta, però, culminati in violenza inaudita, in omicidio. (p.c.)