Giovedì, 7 Maggio 2026 Abruzzo

Collegio unico dal 2029, passo di lato di Marsilio

Intesa con il CSX, Ok al rimpasto, vince la fronda interna al CDX

Ostacoli ad oggi non sormontabili sulla riforma forse più cara al presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi: la nuova legge elettorale che prevede il collegio unico regionale al posto degli attuali quattro su base provinciale. Alla quale è stata collegata, finora, come pacchetto unico, l’allargamento della Giunta da 6 a 9 assessori.

C’è chi assicura che obtorto collo il presidente sarebbe pronto infatti ad un passo di lato, rinviare l’entrata in vigore della riforma, magari riveduta e corretta, alla prossima legislatura, andando cioè a votare nel 2029 con la legge attuale.

Ad opporsi infatti al collegio unico non più solo l’opposizione del campo largo, ma anche una determinante truppa di maggioranza, capitanata dal presidente della quinta commissione Sanità, il teramano Paolo Gatti, di Fdi, assieme al consigliere di Marsilio presidente, Gianpaolo Lugini, alla consigliera della Lega, Carla Mannetti, e ancora a Maria Assunta Rossi e Antonio Prospero, di Fdi, ed anche, seppur più defilato, Daniele D’Amario, di Forza Italia, sottosegretario di Giunta e presidente della commissione speciale Statuto. Pronti ad accordarsi con l’opposizione per sbarrare la strada alla riforma.

Argomento brandito, anche da parte loro, come dai colleghi di opposizione, è che la nuova legge elettorale rischia di penalizzare con il collegio unico le meno popolate aree interne, rispetto la più popolosa costa adriatica, rendendo inoltre più costose le campagne elettorali da svolgere su tutto il territorio regionale.

Quanto basta per far rischiare a Marsilio una esplosiva crisi di maggioranza. E dunque c’è chi assicura che il presidente sarebbe pronto ad un passo di lato. Con il seguente compromesso: rinviare l’entrata in vigore della riforma, magari riveduta e corretta, alla prossima legislatura, andando cioè a votare nel 2029 con la legge attuale.

Intanto il presidente ha reso noto il progetto di legge finalmente dettagliato, e che non a caso a cercato di mitigare, ma senza successo, la proposta del collegio unico “secco”: il nuovo scema prevede infatti che 22 consiglieri su 30 provengano dal collegio unico e che solo successivamente, attraverso il sistema dei quozienti, i restanti 8 siano eletti dalle circoscrizioni provinciali. Ma con una scheda che diventerebbe una sorta di complicato rebus. Inoltre si prevede l’introduzione del secondo turno di ballottaggio, nel caso in cui nessuno superi la soglia del 40%, e ci sarebbe però un premio di maggioranza a chi vince pari al 60% dei seggi, pari a 17, mentre i restanti 13 agli sconfitti.

Marsilio, consapevole dell’esistenza di una fronda interna, aveva vincolato l’allargamento della Giunta all’approvazione della legge elettorale. Ma anche senza la seconda, la prima potrebbe avere lo stesso il via libera, essendo assai cara a tutti i partiti di maggioranza, dove già si scatenata la corsa per la conquista delle tre nuove poltrone in giunta, anche se l’allargamento non dovrà comportare un aggravio di costi, ovvero tagliando altre spese, calcolate in circa 440mila euro l’anno.

L’opposizione del campo largo, giova ricordare, è pronta a brandire l’arma del referendum contro l’allargamento della Giunta, che prevede un cambio dello statuto, ma soprattutto per colpire la norma collegata e gemella del collegio unico, che invece non prevede la possibilità di referendum.

Ma con un accordo bipartisan sul rinvio alla prossima legislatura della legge elettorale, questa minaccia sarebbe disinnescata e Marsilio porterebbe a casa l’allargamento della Giunta, tenuto conto che per essa si è speso non poco anche il conferenza Stato-Regioni, argomentando che con soli sei assessori, con una pluralità di deleghe, l’Abruzzo è a dir poco penalizzato rispetto ad altre regioni, con una oggettiva difficoltà ad essere presenti nei tavoli nazionali e nei rapporti con il governo centrale. E potrà mettere la firma anche sulla riforma elettorale che entrerà in vigore nella prossima legislatura.

Da Abruzzoweb