Sabato, 3 Ottobre 2009 Nazionali

Informazione, Fnsi: 300mila in piazza

Franceschini: «Al premier dà fastidio che ci sia tanta gente»

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «ritiri il ddl Alfano sulle intercettazioni» e «le cause intentate contro i giornalisti». E' una delle richieste con le quali Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, ha chiuso il suo intervento alla manifestazione per la libertà dell'informazione ("Informazione, no al guinzaglio. Diritto di sapere, dovere di informare") a piazza del Popolo, a Roma. Secondo la Fnsi in piazza ci sono 300mila persone. Secondo la Questura 60mila.

Saviano: verità e potere non coincidono mai. «Quello che sta accadendo dimostra una vecchia verità, e cioè che verità e potere non coincidono mai»ha detto Roberto Saviano. «La libertà di stampa che vogliamo difendere - ha sottolineato l'autore di Gomorra - è la serenità di lavorare, la possibilità di raccontare senza doversi aspettare ritorsioni». Un'emergenza particolarmente sentita in Italia, «che è il secondo paese dopo la Colombia per il numero di persone che si trovano sotto protezione. Raccontare in certe parti d'Italia, soprattutto al sud, è complicatissimo - ha detto ancora lo scrittore - e costringe a dover difendere la propria vita». Tra i nemici del dovere di raccontare, ha sottolineato Saviano, «c'è l'indifferenza, che isola chi prova a descrivere la realtà». Il pensiero dell'autore di Gomorra è andato poi alle vittime della tragedia di Messina, «frutto non della natura, ma del cemento». «La mafie - ha concluso Saviano - ci hanno tolto l'uso di un termine fondamentale, l'onore: oggi, trovandoci quì, abbiamo dimostrato che il paese tiene al suo onore».

La manifestazione è partita con un minuto di silenzio per le vittime della tragedia nel Messinese prima di cominciare, fischi quando dal palco si è ricordato che la Cisl non ha aderito e applausi quando è arrivato in piazza Saviano. Il premier aveva definito una «farsa» la manifestazione.

Tra i politici presenti il segretario del Pd Dario Franceschini, Walter Veltroni, David Sassoli, Nicola Zingaretti, Fausto Bertinotti ed il segretario confederale della Cgil Guglielmo Epifani. Tra i giornalisti presenti Gianni Minà, Maurizio Mannoni, Andrea Vianello.

Secondo Dario Franceschini al premier «dà fastidio che tantissima gente di diversi orientamenti politici venga a manifestare per la libertà d'informazione». «Questa è una grande prova della società italiana, della società civile che ha ancora la capacità di indignarsi» ha detto Franceschini. Sulla questione del conflitto di interessi spiega che da parte del centrosinistra ci sono «responsabilità gravi» per non aver messo mano alla questione quando era al governo, ma, aggiunge, anche dall'opposizione «dobbiamo costringere la maggioranza ad un confronto su questo tema» portandolo in aula anche a costo di una eventuale bocciatura.

Ignazio Marino sottolinea che «il problema del conflitto di interessi non è stato risolto quando il centrosinistra era al governo e Franceschini e Bersani oggi sono meno credibili quando chiedono una legge sul conflitto di interessi».

Per Massimo D'Alema «l'unico argine all'arroganza di Silvio Berlusconi è quello di fargli sentire il fiato dell'opinione pubblica sul collo».

«Questa è una protesta contro le limitazioni alla possibilità di espressione ma gli italiani chiedono molto di più: di essere protagonisti e di vivere la politica» ha detto Fausto Bertinotti.

Bindi: in gioco la qualità della democrazia. «La difesa della libertà di informazione è la difesa della libertà di tutti - dice Rosy Bindi - Ho firmato l'appello di Repubblica e aderito fin dall'inizio alla manifestazione indetta dalla Fnsi. Per problemi familiari non posso essere presente a piazza del Popolo, ma voglio ribadire il mio forte no ad ogni forma di censura e condizionamento del diritto di cronaca».

Serracchiani: allarme per il clima d'intolleranza. «Il grido d'allarme sullo stato dell'informazione nel nostro Paese tocca la coscienza democratica e le responsabilità politiche - sostiene l'europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani - Siamo preoccupati per i provvedimenti legislativi e per le azioni giudiziarie che dal capo del governo in giù vengono lanciati come armi da offesa contro testate e giornalisti».

Merlo: in piazza anche per difendere il servizio pubblico a rischio. «Il servizio pubblico è a rischio, andiamo in piazza anche per questo - dice il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo - In Italia non c'è né il regime, né il fascismo. C'è una necessità di rilanciare la qualità dell'informazione».

Butti: il Tg3 censura i giornalisti contrari. «La manifestazione per la libertà di stampa comincia con una censura - denuncia Alessio Butti, capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza Rai - Nel Tg3 delle 12 un diffuso servizio con collegamento dà spazio, come è giusto, ai promotori della Federazione nazionale della stampa e all'onorevole Giulietti nella sua qualità di portavoce di Articolo 21, ma censura vergognosamente le posizioni di Lettera22, l'associazione che raccoglie centinaia di giornalisti e che non aderisce alla parata, motivando la sua posizione con un documento». Butti ha inoltre detto che dietro la manifestazione c'è «una chiara iniziativa contro il presidente Berlusconi e contro il Governo».