Vasto come Torino?
Un pericoloso precedente che non promette nulla di buono
Quello che è successo a Torino non mi piace. Non ha importanza se oggetto delle intemperanze sia stato Schifani o un anonimo Mario Rossi. Dispiace, ma non sorprende, che i “grillini” abbiano avuto, ex post, l’approvazione dell’Idv, un partito coerentemente ispirato ad un certo tipo di approccio con gli avversari, che tali dovrebbero rimanere. Il nemico da abbattere fa parte di altri contesti e di altre situazioni non più proponibili. La regola, dimenticata, vuole che il cittadino possa esprimere la sua opinione liberamente, in ogni circostanza, e che nessuno possa ergersi a giudice fino al punto di dire “tu non hai diritto di parlare”. Zittire con fischi e schiamazzi è molto facile, semplice come dare fiato ai polmoni, molto più difficile è argomentare, parlare, discutere, confrontarsi, col rischio che l’interlocutore possa inficiare le tue tesi. Se questo andazzo dovesse trovare terreno fertile in una competizione elettorale, che già si preannuncia incandescente, come quella delle elezioni comunali nella nostra città, ci troveremmo di fronte a situazioni ingestibili, a tutto vantaggio di chi, non avendo nulla da proporre, decide, lucidamente, di far saltare comizi in piazza e manifestazioni collaterali. È il caso, allora, di darci tutti una calmata.
Giacinto zappacosta
Giacinto zappacosta
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