Mercoledì, 8 Settembre 2010 Vasto

Una immensa folla ha accolto questa sera Nichi Vendola a Vasto

Il leader di SEL ha toccato le corde della politica entusiasmando il popolo di sinistra

Una folla immensa, entusiasta, ha accolto questa sera a Vasto Nichi Vendola, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà intervenuto alla Festa regionale del partito organizzata dal circolo locale. Nonostante le incertezze delle condizioni meteo gli organizzatori hanno preferito rischiare confermando la presenza di Vendola all’interno dello storico cortile di Palazzo d’Avalos diventato, da qualche anno, uno straordinario contenitore di grandi eventi.
Dopo la presentazione di Vendola da parte di Anna Suriani, che ha invitato i presenti ad onorare il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso proditoriamente da mani ignote, ha preso la parola, per un indirizzo di benvenuto, il sindaco di Vasto Luciano Lapenna.
La scena, poi, è stata tutta per il governatore della Puglia il quale, parlando per oltre un’ora, ha toccato i vari aspetti della vita politica nazionale affrontando il tema del berlusconismo partendo dalla marginalizzazione del mondo della scuola.
Vendola ha messo in risalto le contumelie e le volgarità che hanno soppiantato la cultura dando sfogo ad un maschilismo esasperante diventato il lessico ufficiale del centrodestra.
Ponendo una domanda a se stesso, e di conseguenza a chi fa politica, Vendola si è chiesto: “Se non ci occupiamo di povertà perché ci ostiniamo a fare politica?”. Il governatore della Puglia ha definito Berlusconi “metà Peron e meta Vanna Marchi” arrivando a sostenere la tesi che è sbagliato definire “Berlusconi una malattia e Tremonti la medicina”. Del ministro delle Finanze Vendola ha messo in risalto l’esasperato odio che l’uomo della Valtellina ha nei confronti degli italiani del sud. Quindi, ha invitato i partiti della sinistra a “cambiare radicalmente il proprio modo di pensare e di amministrare perché la politica non deve puzzare di morte ma deve profumare di vita”.
Infine, Nichi Vendola ha sostenuto che “non possiamo aver paura del nostro popolo, delle nostre speranze e dobbiamo parlare e dialogare con tutti”.
Infine l’invito a non far morire la speranza soprattutto tra i più giovani.
Poi il grande bagno di folla in mezzo al popolo della sinistra uscito ricaricato e motivato dall’incontro con il leader di SEL. Una bella pagina politica vissuta da tantissime persone, giunte anche dai centri limitrofi, in compagnia di un leader del quale sentiremo parlare in futuro.