Lunedì, 5 Luglio 2010 EditorialiSi è dimesso Don AldoSi è chiusa così, ingloriosamente, una grottesca vicenda politica che ha irritato o fatto ridere l’intero PaeseDon Aldo Brancher (è stato un sacerdote paolino fino alla fine degli anni settanta) si dimesso dalla carica di ministro dopo appena diciassette giorni dal giuramento davanti al Presidente della Repubblica. Si è chiusa così, ingloriosamente, una grottesca vicenda politica che ha irritato o fatto ridere l’intero Paese: Un uomo d’apparato, con Berlusconi dal 1982, viene nominato ministro il diciassette giugno scorso con l’incarico generico di occuparsi dell’attuazione del federalismo (ma le sue deleghe non saranno mai pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale), dopo le proteste dei leghisti, viene dirottato al Decentramento e alla Sussidiarietà. Ma intanto le polemiche infuriano, soprattutto dopo che “don” Aldo invoca il “legittimo impedimento” per sottrarsi alla giustizia, con il risultato che lo stesso Berlusconi, vista la posizione critica dei leghisti e dei finiani, finisce con lo scaricarlo.
Sarà possibile, ora, sanare una ferita così violenta inferta alle istituzioni? Cosa dobbiamo aspettarci di nuovo e di più grave prima di indignarci? |
