Pubblicato Giovedì , 29 luglio 2010

Sanità, Giuliante blocca Chiodi «Sì al confronto»

Manifestazione dei cittadini per impedire la chiusura dell'ospedale di Gissi

Manifestazione dei cittadini per impedire la chiusura dell'ospedale di Gissi

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Dentro e fuori l’Emiciclo impazza la protesta contro il Piano del governatore. In 1.500 urlano: «Vergogna!»

Pubblicato su "Il Messagero"

dal nostro inviato
LILLI MANDARA

L’AQUILA – C’è Loredana con la maglietta bianca dipinta a pennarello, «i miei nonni hanno diritto a curarsi», viene da Gissi Loredana e ieri niente mare, meglio qui con nonno e nonna. Magliette, striscioni, scatoloni, i gonfaloni dei sindaci, le fasce tricolori, la rabbia lo sconforto, «Chiodi vergogna», «Senza sanità direttamente nell’aldilà». Facce disperate, mamme papà figli nipoti, tutti assiepati davanti al cancello del Consiglio regionale all’Aquila che scoppia di sole, da Pescina da Tagliacozzo da Gissi, sbattono i coperchi dando vita a una cacerolada, fischiano e urlano ma Chiodi non c’è, Chiodi non si affaccia. E’ dentro l’Emiciclo che fa interviste, c’è un abisso tra dentro e fuori. Non li vede, non si accorge che i 1.500 abruzzesi arrivati con i pullman stanno restituendo in diretta i certificati elettorali per difendere i loro ospedali, piccole ma solide sicurezze per i vecchi dei loro paesi.
Non li fanno entrare. C’è un cordone di sicurezza energico là fuori, nell’aula dove si parla del piano operativo della sanità hanno accesso solo i sindaci con i crisantemi in mano, omaggio giallo agli ospedali condannati a morte, ed è già motivo di agitazione per Chiodi che si scambia un gatorade con Venturoni, sì ci vorrà energia ci vorrà coraggio in questo pomeriggio afoso. Parole pesanti pronuncia nel suo primo intervento Carlo Costantini capogruppo dell’Idv che questa assemblea l’ha voluta a tutti i costi. Accuse che levano la maschera mite al commissario della sanità: «Lei non è onesto intellettualmente», gli dice. E poi spiega. Che la conferenza stampa per annunciare un nuovo buco di 101 milioni di euro era un bluff, che Chiodi di questo buco sapeva già da quattro anni, che ci ha fatto e vinto già due campagne elettorali. «Ho trovato dichiarazioni del senatore Tancredi durante la campagna delle politiche e delle regionali del 2008, ho trovato interviste sue e di Venturoni che si dichiaravano contrari alla vendita degli immobili delle Asl a Teramo e Giulianova. Ma la difesa dei gioielli di famiglia non vi autorizza a dire menzogne». Menzogne, sì proprio così. Una menzogna quel buco spacciato per nuovo ma vecchio come una casa. E’ nervoso pure Pagano che vieta a Costantini di cedere qualche minuto del suo intervento ai sindaci presenti in massa, prova a interromperlo e a oscurarlo mentre cala il suo atto di accusa a Chiodi intimandogli di rivolgersi ai colleghi e non ai sindaci là in platea, è quello che gli resta senza il tasto del volume, si becca i fischi per tutta risposta. Poi tocca a Camillo D’Alessandro, capogruppo del Pd che dà voce alla gente lì fuori, si sentono i fischi le proteste si sente la forza di quei cittadini disposti a tutto per difendere il diritto alla salute: «Quella gente non vi chiede l’ospedale sotto casa (casomai è l’assessore Venturoni che se lo sta facendo a Sant’Omero), ma soltanto di salvarsi la vita». Perchè le vittime di questo piano, nonostante i piccoli ospedali siano poco frequentati dai suoi stessi cittadini così come ribadisce Chiodi in lungo e in largo, sono proprio i pazienti più fragili ricorda Maurizio Acerbo di Rifondazione, i disabili e gli anziani.
E quando mancano dieci minuti alle sette e Pagano invita a commemorare i due militari morti in Afghanistan, il minuto di silenzio ritaglia uno spazio agli slogan che arrivano dai cancelli, «vergogna vergogna». Chiodi è costretto a ingoiare un rospo, glielo apparecchia il capogruppo del Pdl Gianfranco Giuliante ma l’ordine è arrivato dalla segreteria regionale del partito, il commissario sarà costretto a organizzare tavoli di coordinamento sul piano della sanità presieduti dai presidenti delle Province, «con il compito di individuare -spiega Giuliante- per le singole realtà, soluzioni adatte per il riordino sanitario». Un impegno che tende a ridimensionare il potere del presidente-commissario, a ridare voce ai territori e lì dalla platea i sindaci invocano un posto al tavolo anche per i Comuni, sì ci saranno anche loro, ma per Chiodi è un bel rospo da ingoiare. Tocca prima a Venturoni e poi a Chiodi difendere la riconversione dei piccoli ospedali, «ospedali pieni di gente che va lì per fare analisi» dice l’assessore che viene sommerso dai fischi, un boato. Non passa la proposta del centrosinistra di sospendere il piano sanitario, l’offerta delle opposizioni di votare un documento condiviso viene respinta da Chiodi, ma c’è il sì al documento di Giuliante, c’è il via libera al confronto con i territori. E’ molto poco ma è già qualcosa. Buffoni, vergogna, urlano i sindaci.

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