Giovedì, 9 Settembre 2010 Vasto

Rimandato in storia

Le troppe amnesie di Nichi Vendola

La politica è anche dialettica ovvero l'arte del dialogare, un bravo politico e in particolare un leader, deve avere necessariamente questa qualità, allo stesso modo un buon discorso può presentare molteplici sfaccettature e può avere diversi obiettivi più o meno palesi, tuttavia bisogna stare attenti nel non diventare semplici narratori, dimenticandosi della situazione in cui si parla e sopratutto dimenticando di dare un seguito concreto che sia al livello amministrativo o prettamente politico .

Il lungo monologo tenuto nella splendida cornice del Palazzo d'Avalos dal Presidente della regione Puglia Nichi Vendola all'interno della festa regionale di sinistra ecologia e libertà ha avuto come caratteristica quella di parlare alla pancia delle persone, un inizio dedicato al passato, all'Italia delle lotte e delle emancipazioni, poi ci si è soffermati sull'anti-berlusconismo con la speranza di un possibile scenario nuovo

dopo quindici anni, con un Berlusconi descritto come un soggetto politico a metà strada tra Peron e Wanna Marchi, e infine si è arrivati alla sua idea di centro-sinistra e di politica.

Ed è proprio nella parte finale che si impiglia la marcia di Vendola, la storia è la materia che non permette la promozione, infatti se da un parte le vicende degli anni 60, della classe operaia, dello Statuto dei Lavoratori, del boom economico, delle lotte bracciantili, delle occupazioni studentesche, viene raccontata a ragione con notevole passione e preoccupazione per la possibile perdita di simili conquiste, quella del suo recente passato è una totale amnesia, Vendola cancella le sue orme e si presenta come l'esordiente e il puro della politica italiana.

Il discorso è tutto incentrato su parole come nuovo, cambiamento, fabbriche delle idee, si ma quali sono? Con chi costruire questo nuovo cantiere?

“Il nuovo Ulivo non mi convince” dice, e aggiunge: “E' inconcepibile che Bersani dialoghi con Diliberto, Ferrero o addirittura con Bonelli”.

Qui c'è la prima amnesia; non era forse lo stesso Vendola uno dei maggiori sponsor nel 2008 del progetto “la Sinistra l'arcobaleno” che sempre a Vasto al politeama Ruzzi venne a presentarci?E non fu questa questa stessa formazione che portava Fausto Bertinotti candidato premier che ebbe l'imbarazzante risultato di gettare fuori, per la prima volta dalla nascita della Repubblica, l'ala radicale dal parlamento? E in questa stessa formazione non troviamo proprio gli stessi Diliberto Ferrero e Vendola tutti assieme? E non fu lo stesso Vendola nel luglio 2008 a presentarsi come candidato alla segreteria di Rifondazione Comunista e poi inaspettatamente non venne scelto dai suoi compagni di partito che gli preferirono Ferrero?

E non è proprio tra le fila di Sinistra e Libertà che troviamo i vari Migliore, Giordano, Francescato deputati di Rifondazione e dei Verdi nel governo Prodi che certamente poco hanno aiutato alla traballante maggioranza dell'Unione?

Adesso improvvisamente Vendola parla di incomunicabilità con la sinistra estrema che lui stesso fino a ieri l'altro aveva guidato e si presenta come l'unico salvatore della sinistra italiana; come l'unico leader possibile.

In effetti gli italiani cercano sempre un leader che decida per loro, e solitamente credono nell'uomo nuovo, come se il problema fosse trovare un uomo come il Salvatore di religiosa memoria. Servono invece regole e democrazia per creare un ambiente in cui le migliori menti possano operare insieme per il bene del Paese. L'insieme delle menti fa l'uomo perfetto. Questa banale verità è stata cancellata da stampa e tv. Vengono mostrate ossessivamente le figure dei leader con i fedeli che li adorano e obbediscono. Ma è un modello del tutto falso. Senza il coinvolgimento di tutti lo stato va in malora, esattamente come sta accadendo in questa stupida era berlusconiana.

Poi sferra l'immancabile attacco al Partito Democratico, accusato di avallare l'operato del ministro Tremonti visto da qualche pezzo dei democratici come un interlocutore, ma qui viene fuori l'ennesima amnesia, non è proprio il PD che ha organizzato il 19 giugno una grande manifestazione al palalottomatica contro tremonti e la sua manovra economica?Non è stato proprio Bersani il maggior antagonista della sua politica economica?

Vendola è indiscutibilmente un pezzo fondamentale del futuro centro-sinistra, ma se si continuano a lanciare frecciate e a cercare ricette individuali per salvare il Paese continueremo a non governare e a non avere la fiducia degli Italiani, sopratutto di quel 40% di cittadini che alle urne non si recano e che si ha il dovere di intercettare ridando nuove speranze.

Le primarie si faranno, avranno un vincitore, e dal giorno dopo nessun militante dei partiti alleati avrà problemi a fare propaganda per Bersani, Vendola o chicchesia ma nel frattempo bisogna farsi trovare uniti, stilare insieme gli ingredienti del nuovo Ulivo e sopratutto ridare una nuova legge elettorale e nuove regole a questo Paese che sta attraversando l'ennesimo vuoto politico che sta regalando nuove sconfitte alla nostra malata democrazia, ultima in ordine di tempo la disdetta del contratto dei metalmeccanici del 2008.

Antonio Del Casale