Martedì, 7 Settembre 2010 NazionaliResponsabilità e lungimiranza"La politica è anche l'arte della mediazione e del compromesso"La travagliata estate politica si è conclusa a Mirabello, l'atteso discorso di Fini ha messo in evidenza in maniera definitiva la fine del PdL , questo è il sunto del messaggio del Presidente della Camera; si aprono così nuovi scenari e ci si avvia verso un autunno caldo.
Il Governo, indipendentemente dalla possibile approvazione in Parlamento “dei cinque punti”, ha una maggioranza ballerina che potrebbe vedere calare il sipario in qualunque momento, ciononostante l'attenzione mediatica anziché analizzare la fine di un idillio politico durato un quindicennio che sta per sancire la morte di questa legislatura, si è spostata completamente verso l'opposizione facendo partire il toto-leader e il toto-coalizioni. Eppure la linea sembra chiara: non si può lasciare il Paese in un periodo di forte recessione economica con un vuoto governativo, né tantomeno ci si può permettere che si torni alle urne per la terza volta in sei anni con una legge elettorale che produce un Parlamento di nominati e una probabile maggioranza risicata. La soluzione del governo tecnico con il collante della responsabilità nazionale sembra l'unica via percorribile se si vogliono ridare regole e stabilità ai prossimi esecutivi, ma a molti, è fatto ormai risaputo, piace farsi del male, piace giocare a fare i radical-chic, piace fare i girotondi, piace vestirsi di viola, piace giocare a chi è più nuovo ma con tanta esperienza alle spalle. Nessuno dimentica il passato di Fini da ex missino e sopratutto i quindici anni di alleanza con Berlusconi, ma allo stesso modo bisogna essere consapevoli che questa maggioranza se il gruppo parlamentare fli non vota contro continuerà a governare; per girare definitivamente pagina e accantonare il berlusconismo bisogna interloquire con chi interlocutore solitamente non è, questo non equivale a inciucio o alleanze di governo ma avere a cura il futuro di questo Paese. La politica è anche l'arte della mediazione e del compromesso, chi mette paletti guarda solo al suo giardino con la speranza di aumentare le percentuali di consenso e non crede in un progetto lungimirante che rimetta le politiche del walfare, della scuola, del lavoro al primo posto. Bisogna iniziare a produrre idee, cominciando a stilare i punti del programma, le alleanza verranno di conseguenza, cosi come la convergenza sulla leadership; se non si mette al primo posto una profonda ristrutturazione del panorama politico in funzione della risoluzione delle tante problematiche che tormentano le vite di milioni di cittadini si rischia di perdere l'ultimo treno per la rinascita democratica ed economica del Paese. Antonio Del Casale |
