Referendum, raggiunto il quorum

Pubblicato Lunedì , 13 giugno 2011
Nella foto, urna elettorali

Nella foto, urna elettorali

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Polemica dopo le parole di Maroni. 'Il quorum ci sara'', aveva detto il ministro a urne ancora aperte

ROMA - Hanno chiuso definitivamente alle ore 15 le oltre 61 mila sezioni elettorali per i quattro referendum su servizi pubblici locali, tariffe dell'acqua, energia nucleare e legittimo impedimento. Ieri alle ore 22 aveva votato il 41,1 per cento degli aventi diritto. Per la validità dei referendum dovrà recarsi alle urne il 50 per cento, più uno, degli elettori.

MARONI, PROIEZIONI DICONO CI SARA' QUORUM - ''Io ho solo il dato di ieri sera, non ci saranno altre rilevazioni della partecipazione fino alle 15, quando si chiudono i seggi. Pero' la proiezione fatta dagli esperti del ministero dell'Interno rispetto al dato di ieri fa pensare che si raggiungera' il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all'estero''. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, interpellato al termine di una visita privata al sindaco di Varese, Attilio Fontana.

BERLUSCONI, DOVREMO DIRE ADDIO A CENTRALI NUCLEARI - "L'Italia probabilmente a seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, dovrà dire addio alla questione delle centrali nucleari e quindi dovremo impegnarci fortemente sul settore delle energie rinnovabili". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa a Villa Madama con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

BONELLI, ANNUNCIO MARONI E' FUORI LUOGO - "L'Annuncio del ministro Maroni è fuori luogo: a questo punto il Viminale renda noti i dati ufficiali delle 12.00. I cittadini in queste ultime ore devono essere ancora più motivati e continuare ad andare a votare. Non vogliamo che in queste ore ci sia alcun tentativo di demotivazione. Invitiamo quindi tutti i cittadini ad andare a votare ed essere protagonisti di questo grande cambiamento per il Paese". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.

SACCONI, TENERE CONTO DECISIONI ELETTORI - "Bisognerà tenere conto delle decisioni che l'elettorato ha espresso in queste ore". Lo ha detto il ministro del Welfare Roberto Sacconi nel corso di un lungo e articolato intervento all'assemblea di Assolombarda riferendosi all'esito del referendum.

PD, NO A DICHIARAZIONI AMBIGUE A URNE APERTE - "Il rispetto delle regole e delle istituzioni non è certo il forte del Governo e dei rappresentanti della maggioranza. Ce ne eravamo resi conto da tempo ma oggi non possiamo non sottolineare che, nel rispetto dell'istituto referendario e dei cittadini ancora in fila ai seggi per votare, sarebbe opportuno astenersi da dichiarazioni ambigue per finalità ". Lo afferma in una nota Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Partito Democratico.

PRIMA AFFLUENZA A 2 CIFRE, QUORUM SEMPRE OK- Qualunque sia stato il quesito referendario ed il tipo di referendum, la consultazione degli archivi del Viminale dice che quando la prima rilevazione dell'affluenza alle urne e' stata a due cifre, come nel caso di oggi, si e' sempre raggiunto il quorum. Che si sia votato in un solo giorno o in due giorni; che sia andati alle urne solo in Italia o che sia stata data opportunita' anche agli italiani all'estero; che la prima rilevazione sia stata fatta alle ore 11 o alle 12, il dato finale e' rimasto omogeneo: il quorum e' stato sempre superato.

QUESITO N.1, ALLE 22 HA VOTATO IL 41,14% - E' stata del 41,14% l'affluenza alle urne rilevata alle ore 22 in Italia per il quesito referendario n. 1, con cui si chiede l'abrogazione di norme relative alle MODALIT· DI AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA. Lo si rileva dal sito del Ministero dell'Interno.

QUESITO N.2, ALLE 22 HA VOTATO IL 41,14% - E' stata del 41,14% l'affluenza alle urne rilevata alle ore 22 in Italia per il quesito referendario n. 2, con cui si chiede l'abrogazione parziale della norma per la DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO IN BASE ALL'ADEGUATA REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO. Lo si rileva dal sito del Ministero dell'Interno.

QUESITO N.3, ALLE 22 HA VOTATO IL 41,11% - E' stata del 41,11% l'affluenza alle urne rilevata alle ore 22 in Italia per il quesito referendario n. 3, con cui si chiede l'abrogazione parziale di norme relative a NUOVE CENTRALI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA NUCLEARE. Lo si rileva dal sito del Ministero dell'Interno.

QUESITO N.4, ALLE 22 HA VOTATO IL 41,10% - E' stata del 41,10% l'affluenza alle urne rilevata alle ore 22 in Italia per il quesito referendario n. 4, con cui si chiede l'abrogazione di norme in materia di LEGITTIMO IMPEDIMENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E DEI MINISTRI A COMPARIRE IN UDIENZA PENALE. Lo si rileva dal sito del Ministero dell'Interno.


NAPOLITANO HA VOTATO AL SOLITO SEGGIO - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è andato a votare per i referendum al solito seggio del Rione Monti, in Via Panisperna. Il capo dello Stato è stato accolto dal saluto dei numerosi cittadini sia all'esterno che all'interno del seggio.
VIMINALE, CORPO ELETTORALE A QUOTA 50,4 MILIONI - A seguito degli ultimi aggiornamenti, il Viminale comunica il nuovo dato sul corpo elettorale interessato dai referendum di oggi e domani: per quanto riguarda il territorio nazionale il numero è 47.118.352 (22.604.349 maschi e 24.514.003 femmine). Per quanto riguarda l'estero il corpo elettorale è composto da 3.300.496 persone. Complessivamente, dunque, sommando l'Italia più l'estero, il corpo elettorale è composto da 50.418.848 persone. Le sezioni sono invece 61.599.

Nicola 16/06/2011 17:40:16
Caro Del Lupo, io ho espresso il mio pensiero e sono pronto a riconoscere che potrebbe presentare alcune criticità, come il suo, d'altronde, e non me ne voglia. Oh poi sa che c'è? Noi italiani ci siamo espressi, io accetto il risultato del referendum, il tempo dirà se ci abbiamo "azzeccato". Io spero vivamente di Sì, ma ho qualche dubbio. Cordialità.
angelo del lupo 16/06/2011 09:37:29
Caro Nicola,ho letto il tuo lungo articolo e mi spiace che ti senta più povero a causa del referendum senza esserti sentito più povero per gli aumenti della benzina,delle tariffe autostradali,per l'istituzione di pedaggi sui raccordi e della tassa di soggiorno,il tutto propinato da un governo che dice di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani. In particolare sulle autostrade la privatizzazione ha comportato aumenti di pedaggi senza alcun miglioramento dei servizi, ed anzi abbiamo assistito in inverno alla chiusura a causa di intasamenti in gran parte dovuti alla inefficienza di chi gestiva. Questo per dirti che il privato,soprattutto se non adeguatamente controllato,non è la soluzione di tutti i problemi. D'altra parte l'introduzione di una componente privata non è attualmente vietata ed in alcune realtà è stata introdotta; ciò che non è accettabile è l'obbligo della privatizzazione. Occorre inoltre riflettere su un governo che vuol essere federalista ma che poi vuole imporre alla periferia decisioni prese a Roma,o meglio ad Arcore. Gli amministratori locali sono inefficienti,ladri e cacciatori di poltrone? Ma non ci hanno detto sempre che il federalismo comporterà che gli amministratori ladri ed inefficienti verranno cacciati via? Non ci sono i soldi per gli investimenti?I soldi li hanno i privati?Ce li regaleranno?E' chiaro che il privato cercherà il ritorno economico del suo investimento e quindi le tariffe dovranno aumentare nell'uno e nell'altro caso (vedi autostrade). Non mi dilungo sul nucleare e mi limito a farti notare che in Italia non abbiamo giacimenti di uranio; quindi da qualcuno continueremmo a dipendere anche nell'ipotesi nucleare. Aspettiamo poi che qualcuno ci illustri chiaramente ed onestamente i costi del nucleare,compresi stoccaggio scorie e bonifica dell'impianto a fine servizio. Aspettiamo anche che venga predisposto un serio piano energetico nazionale.Poi forse ti renderai conto che l'esito del referendum ci ha reso anche meno poveri.
Nicola 14/06/2011 16:34:29
Caro Nicolangelo io sono contento che Lei sia contento, ma adesso questo benedetto referendum ce lo paghiamo. Le folle che gioiscono per l’acqua pubblica e l’energia verde hanno scelto per tutti noi: più tasse. Non penseranno mica che il conto sia gratis. Il trucchetto grazie al quale i costi della scellerata scelta sono stati nascosti sotto il tappeto si chiama illusione finanziaria. Semplificando, si tratta di quella trappola che tendono con abilità i politici quando un costo per la collettività - invece di cancellarlo - lo spostano in un anfratto poco visibile. Il referendum sull’acqua è un caso di scuola. Vediamo. I nostri tubi perdono come un colapasta. Nei prossimi trent’anni sarà necessario investire 64 miliardi di euro per ridurre le perdite. Da oggi in poi il costo di questi investimenti non sarà più possibile comprenderlo nelle tariffe dell’acqua stessa. Da qualche parte questi quattrini toccherà tirarli fuori. La procedura è semplice: con le tariffe ci paghiamo, se va bene, la gestione ordinaria dell’acqua e gli investimenti verranno invece scaricati nelle casse comunali. Et voilà l’illusione è fatta: il coniglio è uscito fuori dal cappello. Poi però non lamentiamoci quando i nostri amministratori locali alzeranno al massimo l’Irap e l’addizionale Irpef. Sarà interessante assistere tra qualche anno ai favolosi vincitori referendari quando in piazza sfileranno per la riduzione della pressione fiscale arrivata ormai a livelli insopportabili o quando urleranno contro i tagli dello Stato centrale, che ovviamente non ha alcuna intenzione di coprire a piè di lista i costi dei propri enti locali. Certo un’alternativa c’è. Non fare investimenti e piano piano aumentare le tariffe locali. Esattamente quanto è avvenuto fino ad oggi. Chissà perché nessuno ha messo in rilievo come quest’anno le tariffe dell’acqua siano aumentate del 10 per cento, contro un’inflazione del 2,5 per cento? E anche sugli investimenti basta fare come si è fatto sino ad oggi: cioè poco o nulla. Disperdiamo il 40 per cento dell’acqua e un italiano su tre si trova in zone non trattate da depuratori. Continuiamo così: tutti felici. I cittadini festanti votano per la loro condanna fiscale e i politici altrettanto festanti brindano per il mantenimento delle loro 24mila poltrone nei consigli di amministrazione delle società pubbliche locali. Quello che non vedremo nelle tariffe, lo troveremo in maggiori imposte e affideremo il tutto ai nostri abilissimi politici locali. Bell’affare. Sul nucleare, limitandosi solo all’aspetto economico, è ancora più semplice. A gran voce si reclamano, come alternativa al nucleare, il sole e il vento. Purtroppo vento e sole non sono efficienti quanto i combustibili fossili e l’atomo, e dunque tocca dare loro un incentivo. L’Authority ha calcolato per il 2011 tale incentivo in circa 5 miliardi di euro. Ma chi ha messo per terra una pala o un pannello ne ha diritto (a tariffa costante senza riduzioni) per i prossimi 20 anni. La somma fa cento miliardi di euro. Già quest’anno le nostre bollette della elettricità sono aumentate del 3,9 per cento, di cui il 3 per cento per i sussidi a vento e sole. Gli italiani hanno votato per aumentare il loro «debito pubblico elettrico» per cento miliardi di euro. E si trovano le centrali alle porte di casa. Questa più che un’illusione finanziaria, sembrerebbe una truffa. I referendum sono passati. Siamo tutti più contenti. Siamo tutti più verdi. Siamo tutti più pubblici. Siamo tutti meno efficienti. Siamo tutti più politici. Siamo tutti più giovani e colorati. Siamo tutti più poveri. Evviva.
Max 14/06/2011 14:00:33
Un gran giorno per la democrazia è ogni giorno in cui si vota. Se i referendum non fossero passati perchè la maggioranza degli italiani aveva liberamente deciso di non andare a votare, sarebbe stato un giorno altrettanto bello perchè il popolo aveva voluto così. Non si può invocare la democrazia e la libertà solo quando fa comodo (ovvero quando si vince, vedi Pisapia e De Magistris).
nicolangelo 13/06/2011 19:45:05
Un affettuoso grazie a tutti gli elettori vastesi per la massiccia partecipazione al voto referendario (superiore alla media nazionale e regionale) e, soprattutto, per aver riaffermato che l'acqua è pubblica, no al nucleare e che la legge è uguale per tutti. Oggi è un gran giorno per la democrazia!!!
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