Primi segnali dei disservizi sanitari nel comprensorio del Vastese

Pubblicato Martedì , 7 settembre 2010
Nella foto, un'ambulanza

Nella foto, un'ambulanza

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La vicenda dell'anziano di Schiavi d'Abruzzo oggetto di un dibattito

Quanto da noi previsto su queste colonne si sta avverando. Il servizio sanitario nel comprensorio del Vastese nel giro di pochi mesi tornerà indietro di decenni. La riprova la si è avuta con la vicenda dell'anziano di Schiavi d'Abruzzo che per un ricovero ospedaliero ha dovuto attendere ben 3 ore.
Su questa vicenda registriamo oggi un intervento del Consigliere Regionale Paolo Palomba che così scrive:
"Quanto è accaduto all’anziano di Schiavi di Abruzzo, che con
un’emorragia interna è giunto al pronto soccorso di Vasto dopo quasi
tre ore dalla prima richiesta al 118, è purtroppo il primo di una
lunga serie di episodi che interesseranno tutti i comuni
dell’entroterra Vastese, sui quali i tagli alla sanità avranno delle
conseguenze catastrofiche». E’ il consigliere regionale Paolo Paolomba (IdV) a commentare, amareggiato e preoccupato, l’episodio di cronaca riportato da alcuni organi di stampa locali.
Vista la dismissione in atto di molti ospedali di zona, sia in Abruzzo che nel confinante Molise, i residenti nei comuni montani del
Vastese si troveranno presto nell’impossibilità di ricevere assistenza
medica, anche per quanto riguarda le emergenze. Il vicepresidente
della commissione Sanità della Regione Abruzzo, Paolo Palomba (IdV), che è originario di Schiavi di Abruzzo, comprende, meglio di altri, la gravità della situazione e lancia, o meglio rilancia l’allarme. «I
piccoli ospedali, come ad esempio quello di Agnone in Molise, o quello di Gissi, sono stati, fino ad oggi, la salvezza per le popolazioni
dell’entroterra. - continua Palomba - Ora che sia Iorio in Molise che
Chiodi in Abruzzo stanno praticando pesanti tagli ai reparti, rendendo
praticamente inservibili i presidi sanitari di zona, per i cittadini di serie “B” dell’Alto Vastese e Alto Molise è seriamente a rischio la sopravvivenza, perché di questo si tratta. Il diritto alla salute viene negato a migliaia di famiglie, e la cosa ancor più inaccettabile è che è proprio la politica a creare questo ulteriore problema ai residenti. Tra l’altro, - aggiunge Palomba - I presunti risparmi derivanti dalla chiusura dei piccoli ospedali sono stati già annullati da opinabili scelte politiche, come quella di esternalizzare il servizio di riscaldamento di alcuni nosocomi a Chieti. Nelle scorse settimane ho rivolto questo invito all’assessore Venturoni: prova ad andare a Schiavi di Abruzzo o a Castiglione Messer Marino, d’inverno,
con la bufera, anche in elicottero, se ci riesci. I colleghi di
maggioranza in Regione non si rendono contro di cosa possa significare vivere in un centro montano, quando il primo ospedale ‘funzionante’ è a cinquanta chilometri di distanza e quando l’ambulanza del 118 impiega un’ora, se tutto va bene, per raggiungere il paziente e un’altra ora per trasferirlo al pronto soccorso. E’ comodo stare seduti in poltrona e disporre tagli ai piccoli ospedali, quelli di frontiera, tanto poi a rischiare la vita perché l’ambulanza arriva dopo un’ora sono sempre i cittadini».



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