Lunedì, 6 Settembre 2010 ChietiPer una mammografia attesa di un annoMammografia solo tra un anno Operata al seno, donna di 58 anni costretta già a saltare un controlloPubblicato su "Il Centro"
CHIETI. Attese troppo lunghe per esami che possono salvare la vita. E' quanto continuano a raccontare i pazienti. L'ultimo caso è quello di una donna di 58 anni. Deve fare controlli al seno ogni anno. L'ultima mammografia l'ha fatta a marzo 2009 e da aprile scorso cerca di prenotare quella per il 2010. Non ci riesce. Le liste di prenotazione o sono sature oppure chiuse. Solanto l'altro giorno, dopo decine e decine di telefonate attese estenuanti, la donna riesce a ottenere il primo appuntamento, a settembre 2011, tra un anno. Intanto salta due di controlli. La donna, esasperata, come tante altre pazienti, si è rivolta al tribunale del malato. L'altro giorno, al Centro, un'altra donna aveva raccontato di un'attesa lunga 15 mesi. «La gente è davvero esasperata», dice Aldo Cerulli di Cittadinanzattiva, «le direttive sul piano di rientro dei conti sulla sanità scatenano effetti perversi. Si allungano le liste d'attesa, non funziona il territorio e sono al palo l'assistenza ad anziani e disabili». L'associazione a tutela dei diritti dei cittadini sta studiando misure in merito per arrivare a una soluzione. «Il 25 settembre», continua Cerulli, «avremo una riunione con i nostri avvocati, per studiare gli estremi di un esposto al presidente della repubblica sull'evidente violazione dell'articolo 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute». Fanno rabbrividire i numeri pubblicati sull'ultimo rapporto dei tempi d'attesa alla Asl. Se per alcuni esami, come l'ecocolordoppler degli arti inferiori, l'ecografia dell'addome inferiore neonatale e la cistoscopia transuretrale, non è dato sapere quanto ci sarà da aspettare, in quello che rimane l'inaccettabile gruppo delle "liste sature", per altri, come mammografia, appunto, o densitometria e visita gastroenterologica, si va oltre i 400 giorni d'attesa. Una infinità, un tempo troppo lungo per chi è a riuschio recidiva. Sull'argomento promette battaglia il Partito democratico regionale. «Storie come queste non sono accettabili», dice il segretario regionale Silvio Paolucci. «Sappiamo di attese di 9 mesi per la Tac», continua il senatore Giovanni Legnini, «o di 6 mesi per l'ecocolordoppler e 3 per la visita al centro cefalee. Bisogna trovare urgenti soluzioni per abbattere questi tempi e promuovere le eccellenze». Già, ma il tempo scorre e per alcuni pazienti ogni minuto è prezioso. Mesi e anni d'attesa sono un orizzonte inaccettabile quanto incomprensibile. «Numeri come questi si commentano da soli», conclude Aldo Cerulli di Cittadinanzattiva, «vorremmo piuttosto capire, e non ci riusciamo da tempo, nonostante le continue richieste di chiarimento, come mai i corridoi della radiologia teatina sono sempre vuoti quando passiamo noi e come mai non è possibile avere informazioni chiare su tempi e modalità di utilizzo dei macchinari». (s.b.) |
