Domenica, 11 Luglio 2010 SportNiente iscrizione, addio Pro VastoCrisci polemico: «Mi hanno lasciato solo». E ora spera all’EccellenzaPubblicato su "Il Messaggero"
di MICHELE DEL PIANO VASTO - La Pro Vasto è fuori dal calcio professionistico. Ieri mattina, termine ultimo per presentare ricorso alla Covisoc, nessun dirigente si è recato a Roma, quindi la gloriosa Vastese scompare di nuovo dal calcistico che conta. Amarezza e sconforto, ma anche rabbia, tra i tifosi apparsi increduli ed esterrefatti. A distanza di tre anni dall’ultima delusione per la retrocessione, ecco l’ennesimo colpo che fa tornare alla mente quello del 1995: in tanti si chiedono, ora, che fine farà la Pro Vasto, a quale destino andrà incontro; probabilmente, avrebbe solo la possibilità di partire da due categorie inferiori, quindi dall’Eccellenza regionale, se non dalla Promozione ma dipende cosa vorrà fare Crisci. A costringere il presidente a non presentare il ricorso, quando era già pronta la fidejussione bancaria, pare sia stata la richiesta di pagare anche delle pendenze risalenti, addirittura, ai primi anni del 2000. Troppi soldi da sborsare subito per la Pro Vasto o forse sarebbe meglio dire per Mimmo Crisci. Quella dell’altro ieri, non a caso, è stata una giornata frenetica da un ufficio all’altro, fino a quello di Equitalia che, alla pari della Covisoc, ha presentato un conto troppo salato perchè fosse possibile porvi rimedio nel giro di poche ore. «Il calcio è una droga ed io ho deciso di disintossicarmi - sono le prime dichiarazioni di Crisci attraverso un comunicato -, a salvaguardia delle mie aziende, della mia famiglia e dei miei dipendenti. Il mio consulente, da diverse settimane, m’invitava a lasciare a queste condizioni per evitare d’intraprendere, probabilmente, una strada di non ritorno. Confidavo in qualche aiuto, soprattutto nell’ottenere il credito di 200.000 euro, ma ho avuto solo le 25.000 del Comune e, a quel punto, mi sono trovato smarrito, da solo di fronte a una situazione insanabile. Ho tirato fuori 150.000 euro per le liberatorie dei calciatori e 30.000 per l’iscrizione, avrei dovuto staccare un altro assegno di 185.000 euro per le liberatorie contributive più la fidejussione che era già in mio possesso, per un totale di 566.000 euro. Tra due settimane saremmo dovuti andare in ritiro e, fino a dicembre, la Lega non eroga contributi. Il Comitato Insieme si può ha registrato una settantina di adesioni, ma di liquidi sono stati versati sì e no diecimila euro. Non si può fare calcio da soli o almeno io non posso più farlo da solo. Mi dispiace da morire per i tifosi, la maggior parte dei quali, in queste ore, mi ha manifestato una solidarietà commovente e non smetterò mai di ringraziarli, ma tant’è. Solo un miracolo potrà cambiare le cose». |
