Giovedì, 13 Novembre 2008 Notizie

Nascere immigrati, le frontiere dei minori stranieri di seconda generazione

Convegno, 15 novembre 2008, ore 8.30, Università di Chieti, Aula del Rettorato

Il titolo evoca la condizione peculiare dei bambini nati in Italia da genitori stranieri. Italiani per nascita, sono comunque stranieri per status , non possedendo la cittadinanza italiana. La numerosità di tali minori , in aumento vistoso, conferisce una caratteristica di stabilizzazione al fenomeno migratorio in Italia. Possiamo affermare che anche l'immigrazione ha una sua evoluzione, come tutti i fenomeni umani, e pensare di ostacolare il processo di integrazione dei migranti collide con la Storia dell'Umanità. Invece tali bambini possono essere considerati un tramite prezioso e privilegiato per l'integrazione dei genitori, poiché, benché "stranieri", sono per diritto inseriti nel sistema di sicurezza sociosanitario dello Stato Italiano : infatti l'inserimento scolastico dei bambini stranieri è obbligatorio come per gli italiani, così come l'iscrizione al pediatra di famiglia sin dalla nascita. Il convegno vuole analizzare le problematiche che emergono proprio nei contesti di inserimento dei bambini , problematiche comunque dinamiche che danno l'opportunità di conoscere altre culture, altri problemi di salute, altri modi di allevare i bambini, pur in uno studio, in una classe, in un ospedale del nostro Stato . Per cogliere tale opportunità bisogna disporsi a un colloquio non frettoloso, durante il quale fare emergere l'"anamnesi migratoria" della famiglia che abbiamo di fronte. La vicenda migratoria, il paese di provenienza, i tempi di migrazione, la permanenza in campi nomadi, i fattori di espulsione, il grado di istruzione , sono elementi che possono far comprendere le problematiche che possono turbare lo sviluppo dei bambini, così come le condizioni di vita in Italia, il basso reddito, la situazione abitativa. Dal Rapporto del Viminale 2007 emerge che la famiglia immigrata è una famiglia "bambina" , infatti i genitori sono molto più giovani delle famiglie italiane, con un numero medio di figli più elevato. L'Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Chieti ha voluto condurre una indagine riguardante gli immigrati del nostro territorio e alcuni dati saranno riferiti durante il convegno, nella mia relazione di apertura. I relatori e moderatori sono noti per la competenza sia a livello locale che nazionale, esprimono il Gruppo di Lavoro Nazionale per il Bambino Immigrato della Società Italiana di Pediatria , la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, la Federazione Italiana Medici Pediatri, la Caritas, l'Associazione dei Distretti Sanitari di Base - CARD Abruzzo, l'Università di Chieti , che hanno concesso il patrocinio insieme con la Regione Abruzzo, Assessorato alle politiche Sociali e la Prefettura di Chieti. Il Convegno, è frutto della sinergia fra Provincia di Chieti , Assessorato alle Politiche Sociali, Asl di Chieti, Distretto Sanitario di base di Francavilla al mare e Unicef, Comitato Regionale: è il modo di celebrare , insieme, la giornata mondiale dell'Infanzia e Adolescenza che cade il 20 Novembre e ricorda la data della firma della Convenzione di New York per i Diritti del Fanciullo. E' accreditato per medici, infermieri, assistenti sanitarie delle ASL d'Abruzzo, ma il target cui si rivolge comprende la scuola, le istituzioni, il mondo della cultura, dell'arte e della comunicazione: sui temi sociali peculiari del nostro tempo dobbiamo imparare a costruire reti, per strategie condivise. E dobbiamo cogliere anche le occasioni per diffondere messaggi. Per tale motivo non potremo, durante il convegno, non far riferimento ai bambini irregolari presenti sul nostro territorio e ai quali invece sono negati ancora molti diritti; non potremo non far riferimento al fenomeno inquietante dei minori non accompagnati; e infine non potremo tralasciare il problema tanto discusso dei bambini rom, italiani nel 75% anche per cittadinanza ma ancora con difficoltà di integrazione nella scuola e nella società. Il convegno chiuderà appunto con una relazione del Prof. Santino Spinelli, stimato a livello nazionale per il suo impegno nella diffusione della cultura Romanì.