Giovedì, 1 Luglio 2010 Vasto

Menna e Forte a confronto su temi molto attuali

"L'uomo delle recinzioni" attacca l'amministrazione comunale

Con quattro parole attinte dal suo misero vocabolario di vetero-comunista militante, abborracciate alla meno peggio e pubblicate sul suo periodico on line a commento del nostro comunicato stampa sul recente intervento di Padre Bruno, il consigliere comunale di Vasto, Giuseppe Forte pensa di avocare a sé il ruolo dell’abate del convento che non riesce a svolgere né in Consiglio comunale né tanto meno nel suo partito (Pd) ormai in lento e irreversibile disfacimento. Le parole non debbono essere buttate a vanvera come fa lui, ma prima soppesate e poi corroborate con i contenuti. Intanto, sulla questione del Prg e sulle affermazioni pronunciate dal nostro Vescovo circa l’incontrollato e tumultuoso sviluppo urbanistico di Vasto, ribadiamo la nostra incondizionata condivisione. Ma nello stesso tempo, rileviamo che a giudizio di Giuseppe Forte, le responsabilità di questo stato di cose, sarebbero di chi ha approvato in illo tempore lo strumento urbanistico. Si tratta di un’affermazione a dir poco strumentale e banale oltre che spocchiosa, che dimostra una lungimiranza politica e amministrativa che non va oltre il proprio naso. Infatti, il Prg vigente, sarà stato anche approvato da una maggioranza di centro-destra, ma in un contesto e una fase storica precedenti. La sua inadeguatezza, che Forte intende attribuire ad altri, poteva essere sanata con un’apposita variante. Perché la sua maggioranza e il suo partito in quattro anni di “governo” della città, non hanno preso alcuna iniziativa in merito? Semplice, perché in questo lasso di tempo non hanno preso a cuore le sorti della città, non soltanto nel settore urbanistico, oggetto del severo giudizio di Padre Bruno, ma in nessun altro settore. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e sentire parlare di “scelte fatte dall’attuale amministrazione comunale” è un vacuo esercizio di retorica che offende la dignità dei cittadini. Vasto è diventata una città senza equilibri, senza anima, depauperata della sua identità e delle sue storiche attribuzioni. Noi non impartiamo lezioni, non esercitiamo la demagogia per sovvertire la realtà come sono soliti fare i comunisti del terzo millennio, non cerchiamo alibi. Noi ci basiamo su dati e situazioni oggettivi e tangibili. Quanto alla stucchevole affermazione finale di considerare l’Udc e i suoi uomini una forza politica con “un piede in due staffe”, beh, ai saccenti dell’ultima ora, come Giuseppe Forte, diciamo che prima di pronunciare simili baggianate, dovrebbero conoscere la storia per apprendere che l’Udc discende dal più grande partito dell’Italia repubblicana.

Antonio Menna

(NDR). Fin qui la nota del Consigliere Regionale Antonio Menna che merita, naturalmente, una risposta.
“L’uomo delle recinzioni” sulle spiagge d’Abruzzo (ndr: è sua una delle tre firme apposte sul famoso emendamento all’art. 13 approvato in Consiglio Regionale per accontentare qualche amico) vuole impartire una lezione a chi ha avuto il merito di ricordare a lui ed ai suoi amici di cordata i guasti arrecati alla città di Vasto in ben lunghi 14 anni di gestione della città da parte del centrodestra.
Con la solita boria che lo contraddistingue, Menna da Casalanguida, mi taccia di essere un “vetero-comunista militante”, proprio lui che conosce la mia storia politica come io conosco la sua “lunga” storia politica. Menna, prendendo a pretesto il discorso fatto a Vasto da mons. Bruno Forte sullo scempio urbanistico della Città, cerca di “salvare” i suoi amici di cordata dimostrando di non conoscere né i tempi né le modalità di approvazione ed applicazione del funesto Piano Regolatore Generale che ha cambiato e continua a cambiare i connotati alla nostra bella Vasto.
Il PRG, approvato nel 1998 sotto l’Amministrazione Tagliente e diventato operativo nel 2001 sotto l’Amministrazione Pietrocola, è stato un bel “regalo” fatto ai cittadini di Vasto, ovvero agli “amici degli amici”, che si sono visti rendere edificabili terreni abbandonati ed inadatti per una edificazione così massiccia. Guarda caso proprio qualche amico del Consigliere Regionale Antonio Menna, in virtù di quel PRG, ha potuto realizzare una colata di cemento a due passi dalla riva del mare.
Menna attacca l’attuale amministrazione comunale di Vasto di “non aver preso nessuna iniziativa in merito” al PRG, facendo riferimento ad una possibile Variante. L’Amministrazione Lapenna ha ritenuto di intervenire lavorando sulla revisione delle Norme Tecniche Attuative (N.T.A.) del PRG che sono ora al vaglio dell’organo tecnico della Provincia di Chieti.
Si poteva far ricorso ad una Variante? Forse.
Nel leggere, ancora la nota di Menna, viene la pelle d’oca laddove l’uomo di Casalanguida scrive che “Vasto è diventata una città senza anima, depauperata dalla sua identità e delle sue storiche attribuzioni”. Fa finta di non sapere quali erano i “sistemi” adottati da molti suoi amici ed ex sempre del centro-destra) che, guarda caso, proprio nei giorni scorsi sono stati rinviati a Giudizio dalla Magistratura Vastese. Quei “sistemi” non fanno parte della cultura e della formazione di chi amministra oggi Vasto che ha lavorato per riportare la legalità e ridare regole precise all’intera collettività. Le stesse regole condivise dai Giudici del Tar Abruzzo che sono state applicate per le concessioni balneari e per quelle recinzioni che, invece, Menna ha voluto venissero innalzate lungo tutto il litorale. Parlare di “comunisti del terzo millennio” è davvero ridicolo e non edificante per un esponente politico che dovrebbe rappresentare questo territorio a livello regionale.
A proposito, caro Consigliere Menna, cosa ha fatto o sta facendo per far aprire a Vasto la nona e la decima farmacia? Cosa ha fatto o sta facendo per fare realizzare a Vasto la Sala di Emodinamica nell’Ospedale? Cosa ha fatto o sta facendo per la realizzazione del nuovo ospedale di Vasto?
Dimenticavo di dire che il suo unico impegno, in questi giorni, è teso a far consegnare una poltrona ben remunerata dal suo collega presidente della Provincia di Chieti ad un suo “pupillo” vastese.
Potrei continuare con tante altre domande. Mi fermo qui per non annoiare chi legge. A Menna, che rivendica con orgoglio la storia del suo partito di appartenenza consiglio di non offendere la dignità e la militanza di quelle donne e di quelle donne che hanno aderito a quelle forze progressiste che lavorano per il bene e il progresso della nostra Nazione. Donne e uomini che non vogliono vivere sotto un regime autoritario nel quale si legifera per difendere i propri interessi ed il proprio tornaconto.

Giuseppe Forte