Mauro Febbo Vs Bruno Forte

Pubblicato Giovedì , 9 giugno 2011
Pensierino del giorno

Pensierino del giorno

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Un confronto improponibile

Pensierino del giorno. Luciano Lapenna, sindaco di Vasto, se interpellato sull’uscita fuori luogo dell’assessore regionale all’agricoltura sulla vicenda dei referendum, direbbe: “povero Mauro Febbo….”. “L’eminenza grigia” della politica provinciale questa volta è andato oltre. Ha ritenuto di essere nella condizione di criticare mons. Bruno Forte, “reo”, a suo modo di vedere, di aver detto che domenica andrà a votare per i referendum. Il “povero Mauro Febbo” si è sentito piccato ed ha reagito con una nota che, definire farneticante, è atto di cortesia istituzionale. Il tuttologo del centrodestra teatino farebbe bene, almeno in certi momenti, a tacere. Glielo chiedono i suoi stessi amici di partito (quale?).
angelo del lupo 10/06/2011 11:42:50
La Chiesa,in tempi non molto remoti,vietava ai cattolici di votare;oggi invita ad andare al voto. Ciò dimostra che la Chiesa non è infallibile ma anche che è in grado di evolversi,per alcuni forse troppo lentamente,seguendo lo sviluppo della società. Non progrediscono invece i politici della destra che,non andando a votare,cercano di appropiarsi del 20% delle astensioni per ottenere un risultato che non hanno il coraggio di chiedere agli Italiani. In sostanza,consapevoli di essere perdenti,vorrebbero vincere utilizzando l'astensionismo che si è manifestato anche in occasione della loro elezione.La legge dovrebbe prevedere come base dei votanti il numero degli elettori che ha nominato il Parlamento e così questo teatrino dell'astensione non sarebbe possibile.
Max 10/06/2011 10:43:24
Delle volte bisognerebbe tacere ed ascoltare, anche se non è detto che le parole di un vescovo non possano essere commentate. Piuttosto, bisognerebbe che la voce della Chiesa venisse sempre ascoltata: invece molti bollano come ingerenze le parole contrarie alle proprie convinzioni, per esempio sull'aborto o la contraccezione. La Chiesa è un baluardo di civiltà e buonsenso e soprattutto non obbliga nessuno a seguire il proprio pensiero: se uno vuole, lo fa. Se non vuoi farlo, nessuno ti scomunica.
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