"La maggioranza di centro-destra non può fuggire dalle proprie responsabilità"
Il capogruppo del P.D, torna a chiedere l'istituzione di una Commissione di studio
Da Camillo D'Amico, capogruppo del P.D. in Consiglio Provinciale, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:
"I debiti della provincia di Chieti non possono diventare il tormentone quotidiano delle esternazioni di Di Giuseppantonio, Tavani & C. perché i cittadini hanno il diritto – dovere di sapere chi, come e quando si sono generati e sotto quali responsabilità politiche e dirigenziali.
Noi manteniamo fortissime riserve sulla legittimità e fondatezza di molti di essi, riconosciuti ed in itinere, ma siamo pronti ad assumerci la nostra parte di responsabilità e rilanciamo la necessità dell’istituzione di una commissione di studio (richiesta formale avanzata da tutti i gruppi di minoranza rispetto ai contenuti del regolamento per il funzionamento del consiglio provinciale) che verifichi natura e periodo storico di riferimento onde avere e dare chiarezza su tutto; invocare la corte dei conti, come fanno i miei colleghi capigruppo di maggioranza quale organo di verifica, è una colossale presa in giro alla pubblica opinione perché, tutti gli atti deliberativi adottati in materia, vanno inviati per la supervisione delle legittimità che a questa compete.
La maggioranza non può sottrarsi a questa operazione di merito altrimenti si sconfina nella pura propaganda.
Noi non vogliamo ne intendiamo essere il salvacondotto del centro – destra per il nulla che hanno sin quì realizzato e che può rappresentare la natura complessiva dell’amministrazione che sarà.
Se il buon giorno si vede dal mattino, come si suol dire, i cittadini della nostra provincia hanno ben poco da sperare in un colpa d’ala del centro destra alla Provincia.
La chiarezza che invochiamo sarà utile anche a loro perché, noi non ci spieghiamo le ragioni, ad Agosto 2008, furono rimesse relazioni per solo € 330.000 di debiti da parte dei dirigenti, prontamente riconosciuti dal consiglio provinciale, mentre oggi assistiamo ad un preoccupante lievitare quotidiano.
Noi siamo determinati a fare chiarezza per farla finita con questo stucchevole stillicidio quotidiano.
Per ottenere questo risultato non tralasceremo più nulla nel senso che, se non sarà sufficiente la via politica istituzionale che vorremmo accolta, siamo disposti anche a ricorrere alla magistratura per vedere anche tutelate le dignità delle persone, del nostro gruppo e del partito che rappresentiamo."
"I debiti della provincia di Chieti non possono diventare il tormentone quotidiano delle esternazioni di Di Giuseppantonio, Tavani & C. perché i cittadini hanno il diritto – dovere di sapere chi, come e quando si sono generati e sotto quali responsabilità politiche e dirigenziali.
Noi manteniamo fortissime riserve sulla legittimità e fondatezza di molti di essi, riconosciuti ed in itinere, ma siamo pronti ad assumerci la nostra parte di responsabilità e rilanciamo la necessità dell’istituzione di una commissione di studio (richiesta formale avanzata da tutti i gruppi di minoranza rispetto ai contenuti del regolamento per il funzionamento del consiglio provinciale) che verifichi natura e periodo storico di riferimento onde avere e dare chiarezza su tutto; invocare la corte dei conti, come fanno i miei colleghi capigruppo di maggioranza quale organo di verifica, è una colossale presa in giro alla pubblica opinione perché, tutti gli atti deliberativi adottati in materia, vanno inviati per la supervisione delle legittimità che a questa compete.
La maggioranza non può sottrarsi a questa operazione di merito altrimenti si sconfina nella pura propaganda.
Noi non vogliamo ne intendiamo essere il salvacondotto del centro – destra per il nulla che hanno sin quì realizzato e che può rappresentare la natura complessiva dell’amministrazione che sarà.
Se il buon giorno si vede dal mattino, come si suol dire, i cittadini della nostra provincia hanno ben poco da sperare in un colpa d’ala del centro destra alla Provincia.
La chiarezza che invochiamo sarà utile anche a loro perché, noi non ci spieghiamo le ragioni, ad Agosto 2008, furono rimesse relazioni per solo € 330.000 di debiti da parte dei dirigenti, prontamente riconosciuti dal consiglio provinciale, mentre oggi assistiamo ad un preoccupante lievitare quotidiano.
Noi siamo determinati a fare chiarezza per farla finita con questo stucchevole stillicidio quotidiano.
Per ottenere questo risultato non tralasceremo più nulla nel senso che, se non sarà sufficiente la via politica istituzionale che vorremmo accolta, siamo disposti anche a ricorrere alla magistratura per vedere anche tutelate le dignità delle persone, del nostro gruppo e del partito che rappresentiamo."
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