Mercoledì, 8 Settembre 2010 VasteseLa discarica per il trattamento dell'amianto di Villa Pincione preoccupa gli ortonesiLo sostiene il sen. Tommaso Coletti che mette in risalto alcuni aspetti sconcertantiNonostante le assicurazioni del V. Coordinatore regionale della Pdl, Fabrizio Di Stefano e del Coordinatore Provinciale dello stesso Partito, Mauro Febbo, fornite in occasione della presentazione della proposta di legge regionale ideata proprio per bloccare l’iniziativa in località Villa Pincione di Ortona in data 29 maggio u.s. e nonostante le battaglie e le numerose iniziative del Consigliere Regionale del Pd , Camillo D’Alessandro, che aveva presentato già in precedenza una proposta di legge in tal senso, la discarica di amianto continua a preoccupare i cittadini di Ortona e di tutto il comprensorio della Marrucina. Infatti in data 15 luglio scorso il competente settore della Regione Abruzzo, ha rilasciato l’Autorizzazione Ambientale Integrata(AIA) e solo il 27 Luglio la proposta di legge, dopo alcuni rinvii chiesti dal centrodestra, approda in aula, viene approvata e successivamente pubblicata il 13 Agosto 2010. Ma è proprio la norma approvata dopo il rilascio dell’AIA che, forse, lascia spazio all’esercizio dell’attività della discarica esistente da tempo, voluta dalla Giunta, sempre di centrodestra guidata dal Prof. G. Puletti, che aveva bisogno solo di un adeguamento al fine di poter smaltire l’amianto, insieme all’autorizzazione all’esercizio attraverso l’AIA.
E’ questa la considerazione fatta dal sen. Tommaso Coletti che da qualche settimana ha commentato sulla stampa locale il testo della legge approvata dopo il rilascio dell’Autorizzazione all’esercizio della discarica di Villa Pincione. La legge, dichiara il Sen. Tommaso Coletti, approvata e pubblicata solo dopo il rilascio dell’AIA, prevede anche la:”sospensione dei procedimenti di rilascio delle autorizzazioni e gli effetti delle autorizzazioni già rilasciate per la realizzazione di impianti di smaltimento di rifiuti contenente amianto non ancora in funzione”- Proprio in questa parte finale della norma “non ancora in funzione” che si gioca la partita. Con l’AIA in mano la ditta poteva iniziare l’attività il giorno dopo, prima della pubblicazione della legge e della sua entrata in vigore. Sembra che la ditta interessata abbia fatto tutto ciò in barba alla norma approvata dal Consiglio Regionale tanto pubblicizzata dal centrodestra. Se il Consiglio Regionale avesse approvato il provvedimento presentato dal capogruppo pd, conclude Coletti, nei tempi proposti dallo stesso D’Alessandro, sicuramente oggi non avremmo nessuna preoccupazione per l’ambiente, per la salute dei cittadini e per i prodotti del territorio. |
