Giovedì, 29 Luglio 2010 Vasto

I Miserabili

Sulla questione morale decida il popolo vastese

Anche se molti si girano d’altra parte, la questione morale esiste. Anche a Vasto. Chi ha la bontà di seguirmi su Piazza Rossetti sa che sto conducendo una mia piccola battaglia, da qui fino al giorno delle prossime elezioni amministrative, su alcuni punti, per me qualificanti. L’ho detto e lo ripeto: quando sarà il momento, cioè fra meno di un anno, dovremo scegliere sindaco e consiglieri non in base a fumose questioni ideologiche, o di cordata, ma in riferimento al concreto comportamento dei singoli. L’onestà è il vero e unico metro di giudizio. Per parte mia, non tollero quei politici, e parlo della realtà vastese, campioni dell’ipocrisia e dell’arricchimento facile (lecito da un punto di vista penale, ci mancherebbe) per via di certi sovvenzionamenti a margine di operazioni culturali. E ogni botta, sono migliaia di euro da mettersi in saccoccia. È giusto tutto questo, è educativo per le nuove generazioni? È etico? La politica come mezzo di auto-sostentamento, con l’accortezza e l’avvertenza di gettare di tanto in tanto qualche osso da spolpare a pro degli accoliti. Che bramano la pubblicazione di qualche calendario, da appaltarsi a favore del figliuolo e da vendersi a scopo di beneficenza. No, ragazzi, non ci siamo. Non è più tempo per il mercato delle vacche, “il parco buoi” di cui parlava il Pannella della prima ora. Ce la sentiamo di affidare il nostro futuro, e quello dei nostri figli, ancora una volta, a certi personaggi che qualche decennio stanno ammorbando il cielo sopra Vasto? Riflettiamo prima di andare a votare: c’è ancora tempo.

Giacinto Zappacosta