Sabato, 21 Agosto 2010 Chieti"Dopo un anno per la caccia la Provincia ha partorito due topolini"D'Amico rimprovera le scelte fatte dalla maggioranza di centro-destraNella seduta del consiglio provinciale di Giovedì 19 Agosto u.s. sono stati approvati due importanti regolamenti in materia di caccia uno riguardante il contenimento della specie cinghiale e l’altro il rilascio dei tesserini per l’esercizio della passione venatoria ai rappresentanti delle forze dell’ordine e di polizia.
Il regolamento sul cinghiale è una riproposizione di quello approvato nella scorsa legislatura a guida centro – sinistra, salvo la parte relativa alla costituzione dei cosiddetti “distretti”, mentre per quello del rilascio dei tesserini venatori alle forze dell’ordine e di polizia si è passati da un regime di deroga motivata ad una vera e propria liberalizzazione senza alcun confine tra chi, per istituzione, è addetto al controllo e chi deve essere controllato. Entrambi i regolamenti sono stati approvati con il solo voto favorevole della maggioranza di centro – destra e quello netto e contrario del centro – sinistra. A riguardo questo il commento del capogruppo del P.D. Camillo D’Amico. “Dopo un anno la montagna ha partorito due bruttissimi topolini in materia di caccia la cui delega è in capo al consigliere Giovanni Staniscia, vero deux machina del mondo venatorio provinciale e regionale, che continua imperterrito a considerare il comparto come cosa propria ed esclusiva eludendo qualsiasi momento di partecipazione e confronto di merito con i gruppi consiliari, associazioni venatorie ed A.T.C.; per Staniscia la gestione della cosa pubblica è pari a quello dello scantinato di casa sua e, tutto questo avviene, in un atterrito silenzio dell’intera maggioranza e del presidente Enrico Di Giuseppantonio cui è poi politicamente in capo la responsabilità. Sul cinghiale hanno adottato il più ampio, articolato, partecipato e medesimo regolamento approvato dal centro – sinistra, sotto l’egida intelligente lavoro del buon Antonio Tamburrino, salvo la parte relativa alla sperimentale creazione dei “distretti” altrove già positivamente adottato mentre, per l’esercizio venatorio delle forze dell’ordine e di polizia, si liberalizza tutto senza più alcuna deroga motivata al divieto preesistente creando una confusione totale tra chi è addetto al controllo e chi dovrà essere controllato. Sarà stata così saldata la cambiale elettorale che il centro – destra doveva pagare al mondo venatorio per il sostegno elettorale avuto nelle regionali e provinciali? Perché,se così non fosse, tutta la restante parte dei cittadini amministrati, che attendono qualche pur timido e concreto segnale di attenzione ai loro problemi, dovranno attendere l’intera legislatura perché qualcosa accada? Tra questi anche l’intero comparto agricolo ed agroalimentare, cui Staniscia presiede la specifica commissione consiliare, e mai ha trovato tempo per produrre idee e discussioni sui tanti problemi attanagliano il settore perché, forse, il loro voto conta meno di quello degli amanti della dea Diana”. |
