Martedì, 21 Febbraio 2012 VastoDesiati e quei posticini al sole"Non è il nuovo che avanza, è il vecchio che non se ne vuole andare"di Davide D’Alessandro
Che Lapenna abbia serie difficoltà a portare avanti il mandato amministrativo, preso com’è dalle profonde lacerazioni interne alla maggioranza e soprattutto al Pd, è sotto gli occhi di tutti i cittadini vastesi e non è indispensabile che venga rimarcato un giorno sì e l’altro pure anche da Massimo Desiati, il quale si autoproclama oppositore maturo, propositivo, alternativo e chi più ne ha più ne metta. Ma Desiati non si accontenta, va oltre, e attacca i “sedicenti responsabili”, che sarebbero in attesa di posticini al sole. Quei posticini al sole che lui ben conosce, tanto da riscuotere, ad appena 55 anni d’età, un lauto vitalizio dopo dieci anni di Consiglio Regionale, grazie a quei partiti che oggi tanto disprezza. Noi non siamo “sedicenti responsabili”, forse non siamo neppure responsabili, ma su una cosa non ci sono dubbi: Desiati ha dato prova di essere irresponsabile. Quando? A maggio del 2011, accordandosi al ballottaggio con Della Porta ma non votandolo, come sanno bene tutti gli elettori traditi di centrodestra, e consentendo la rielezione di Lapenna. Dopo averlo fatto rivincere a maggio, avrebbe voluto farlo cadere il giorno dopo. Non è ancora successo, perché la politica è una cosa seria, perché i cittadini hanno votato e hanno sancito che Lapenna deve amministrare fino al 2016, piaccia o non piaccia a Desiati. Noi, mentre Desiati era affaccendato in altre faccende, abbiamo scritto persino un libro contro la precedente amministrazione Lapenna. Scoprire che oggi Desiati è contro Lapenna, un po’ ci fa sorridere, un po’ ci fa tristezza, tanta tristezza. Sapere che oggi Desiati è contro le biomasse a Punta Penna e contro la puzza di Fosso Marino, dopo essere stato assessore regionale all’Ambiente, membro di Rinnovare e di An nella maggioranza che per quindici anni ha governato Vasto, un po’ ci fa sorridere, un po’ ci fa tristezza, tanta tristezza. Desiati non è il nuovo che avanza, è il vecchio che non se ne vuole andare. Ieri partitico, oggi civico, è il dottore al quale qualcuno vorrebbe affidare la cura del malato. Ma è il dottore, non il solo per la verità, responsabile della malattia. Desiati non viene da Marte. Viene soltanto dalla galleria De Parma. |
