Mercoledì, 12 Novembre 2008 Notizie

D'Alema: «I sondaggi? Il Pdl si ricordi del Trentino»

«Costantini può vincere. Peccato per l'intesa mancata con l'Udcd. Il ringraziamento a Di Matteo

Pubblicato su "Il Messaggero" di STEFANO DASCOLI L'AQUILA - È forte il segnale politico che il Pd lancia alla corsa elettorale per la Regione, "sanando" definitivamente la querelle con l'Italia dei Valori sulla candidatura di Carlo Costantini a presidente della Regione. All'Aquila, infatti, è arrivato Massimo D'Alema, in un cinema Massimo gremito. Il "caso" Costantini tiene ancora banco, soprattutto dopo l'attacco di Casini che l'altro giorno dall'Abruzzo ha parlato di «dirigenti del Pd scontenti». D'Alema "dribbla" elegantemente l'argomento, ma rilancia: «È importante che il Pd abbia reagito alla crisi con una riflessione critica, rinnovando e confermando le personalità che avevano dimostrato capacità. Uno scatto di reni. La forza di Costantini è nella candidatura innovativa, che vuole un cambiamento. Siamo perfettamente in condizione di competere». A chi gli chiede se l'alleanza con l'Idv sarà perseguita nuovamente anche a livello nazionale D'Alema fa "spallucce": «Qui si vota per l'Abruzzo. Il resto lo vedremo con il tempo». D'Alema non è spaventato neanche dai sondaggi che vedrebbero Chiodi in vantaggio. «Quelli del Pdl -dice ironico- sono sempre in vantaggio prima, salvo poi finire come a Trento dove secondo Berlusconi c'era un testa a testa e poi ha avuto venti punti di meno». Un cruccio, però, D'Alema ce l'ha e riguarda la mancata alleanza con l'Udc: «Mi dispiace perché credo che un nuovo centrosinistra si costruisca anche con il dialogo al centro». D'Alema si è detto «colpito e choccato» dallo scandalo sanità e ha ribadito la «piena fiducia» nel lavoro dei giudici. L'ex premier ha rivelato, sorridendo, di essere giunto in Abruzzo «non senza qualche preoccupazione», proprio riferito allo tsunami di "Sanitopoli". Non sono mancati momenti di tensione. L'intervento di D'Alema, quasi tutto incentrato su temi nazionali, non è piaciuto a uno spettatore che ha inveito: «Non siamo a Porta a Porta!». La situazione è tornata tranquilla non senza difficoltà. D'Alema ha allora rivolto un plauso a Di Matteo, non candidato nonostante il successo alle primarie. Nelle prime file e sul palco c'erano i maggiorenti del Pd al gran completo. Mancava, invece, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. Costantini ne ha approfittato per lanciare nuovi messaggi d'amore: «Esprimo la mia gratitudine al grande partito che ha avuto il coraggio, la forza e la determinazione di convenire sulla mia candidatura». Poi l'affondo, diretto, a Chiodi e al Pdl: «Non hanno un programma, nè un'idea. Anche sul piano "fisico" il candidato del Pdl ha deciso di annullarsi: scoprirete il 30 novembre che sul simbolo della nostra coalizione sulla scheda c'è scritto "Carlo Costantini presidente", nell'altra invece Chiodi ha deciso di non scrivere il suo nome, ma quello di Berlusconi. È convinto che gli abruzzesi possano farsi ingannare». Costantini ha ribadito la stagione di sacrifici per i consiglieri regionali (con l'abolizione delle pensioni) e i punti nodali del programma che porteranno a una «svolta epocale»: rispetto dell'ambiente, nessuna imposizione da Roma, razionalizzazione della spesa, metodi trasparenti, esaltazione di Internet. Michele Fina, il segretario provinciale Pd, ha invece sottolineato che «il progetto di ricostruzione della credibilità passa per la sfida contro il più temibile avversario: il partito della sfiducia e dell'astensione. Possiamo vincerlo con istituzioni trasparenti, oneste ed efficienti».