Giovedì, 17 Novembre 2011 NazionaliA Pieve di Coriano i girasole riscalderanno l'ospedaleLa struttura pubblica sarà così riscaldata dalla soia e dai girasolidi Daniela Marchi
PIEVE DI CORIANO. Girasoli, tabacco, soia, colza riscalderanno e accenderanno l'ospedale. Non è il futuro, ma una realtà imminente: è in corso di costruzione, infatti, un impianto a biomasse (primo in provincia e forse anche in Italia) ad esclusivo servizio di un ospedale, quello di Pieve di Coriano. Si tratta di un impianto di trigenerazione, in grado cioè di fornire corrente elettrica, acqua calda e fredda, alimentato a oli vegetali, che possono essere derivati da varie colture come colza, tabacco, girasoli, soia. Voluto dall'azienda Carlo Poma, l'impianto, un megawatt di potenza, tre milioni di euro di investimento, è stato realizzato grazie ad un project financing. La gara è stata vinta nel 2007 dalla Altea di Roncoferraro, formata da tre aziende mantovane e una milanese: la Faccioli Impianti di Roncoferraro (che già si è occupata del biomasse comunale), la Mazzola e Bignardi di Mantova, lo studio di progettazione Perlini di Curtatone e Servizi territorio srl di Milano. Illustrano il funzionamento dell'impianto il progettista Daniele Fraternali, il presidente di Altea Davide Faccioli, il responsabile dell'ufficio tecnico del Poma Gianandrea Balestra (che ha ereditato il progetto da Carlo Alberto Panizza) e il referente tecnico per l'ospedale di Pieve, Giampietro Spoladore. L'IMPIANTO. Sorge nell'area dell'ospedale Destra Secchia, su una porzione di 250 metri quadrati. E' costituito da un corpo unico e da un camino di 25 metri che andranno ad affiancare la precedente centrale termoelettrica (composta da sei caldaie, frigoriferi e un camino da 12 metri) che rimarrà comunque in funzione per eventuali emergenze, cioè picchi di consumi oltre la media. L'impianto è stato pensato sugli effettivi bisogni energetici dell'ospedale che, dalle fatturazioni degli ultimi anni, consuma 4 milioni di kwh di corrente all'anno (550mila euro), più 10 milioni di kwh di riscaldamento (480mila euro), più 250mila euro di manutenzione. Col nuovo impianto - stimano i progettisti - ci sarà un risparmio del 10%. IL FUNZIONAMENTO. Si tratta di un sistema di trigenerazione, in grado cioè di produrre energia elettrica, acqua calda per il riscaldamento e vapore e acqua fredda per il condizionamento estivo. Un motore diesel alimenta un alternatore che produce energia elettrica; attraverso uno scambiatore di calore vengono recuperati i fumi del motore per la produzione di vapore, per il riscaldamento e l'acqua calda. E, mediante un assorbitore e una soluzione di bromuro di litio, si produce acqua fredda. IL COMBUSTIBILE. Verrà usato solo olio vegetale, ricavato da colza, tabacco, soia, girasoli. In un primo momento sarà reperito sul mercato, soprattutto in Germania. «Inoltre stiamo coinvolgendo gli agricoltori della zona - spiega Faccioli - affinché inizino con queste nuove colture. Servono 2000 ettari l'anno; finora ne abbiamo 200/300». IMPATTO AMBIENTALE. Funzionando con un motore, l'impatto sull'ambiente non è pari a zero. «Ma è inferiore ad un motore tradizionale - spiegano i progettisti - Nell'impianto oltretutto è stato installato un filtro demolitore degli ossidi di azoto. Inoltre è stato innalzato il camino a 25 metri, contro i 12 attuali, e il fumo viene trattato e raffreddato». |
