Venerdì, 11 Febbraio 2011 Vastese

A Bomba: Il gas che avvelena!

Una nota del consigliere provinciale Palmerino Fagnilli

In questi giorni è tornata di moda la questione del Gas di Bomba.
Questo è accaduto per tre motivi. Primo: la recente presa, di posizione del Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, a favore di queste “coltivazioni”. Secondo: la medesima posizione assunta dal Presidente della Confindustria Paolo Primavera. Terzo si avvicinano i tempi in cui il Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo si riunirà per decidere sul rilascio del permesso a “coltivare idrocarburi” nel cuore della Val di Sangro.
Chiaro quindi il “ritorno di fiamma”!
Precisando che in questi mesi l’Italia dei Valori, attenta alla questione, ha lavorato ai vari livelli politico-istituzionali, presentando interrogazioni, mozioni, (in Provincia di Chieti, in Regione Abruzzo, e interrogazione al Senato) e, nei tempi stabiliti dalla legge, le famose osservazioni al Comitato V.I.A. (sia il gruppo provinciale, sia quello regionale, che il Sen. Mascitelli).
Bene, dopo l’impegno del Comitato di Bomba, di molti amministratori locali, di molti cittadini ed operatori del territorio, si “ritorna a Bomba: quella del gas, non quella patria del diritto amministrativo”!
Probabilmente tutto il polverone sollevato in questi mesi non è bastato, viste le autorevoli prese di posizione.
Tutto ciò accade mentre è in primo piano il tema del “Parco della costa teatina”, che sorgerebbe a valle del fiume Sangro, a valle cioè del campo dove si intende “coltivare gli idrocarburi”.
L’Abruzzo tra Parchi nazionali, regionali, aree marine protette, riserve statali e regionali e altre aree protette, totalizza oltre 50 momenti di tutela ambientale. E il sito dove dovrebbe sorgere la centrale del gas è in piena area IBA 115 “dei monti frentani-maiella”, cioè area di interesse ambientale europeo.
Ciò detto, è ben evidente come le politiche di sviluppo della stessa regione Abruzzo degli ultimi decenni siano state volte a realizzare un modello economico di sviluppo legato all’ambiente, forse perciò si vuole “coltivare idrocarburi”, invece che i prodotti tipici per i quali la vallata risulta vocata.
Inoltre, si dovrebbe conoscere quanto sta accadendo a Berezovka, un paese di 1500 cittadini a 5 chilometri dall’impianto di gas del Karachagank nel Kazakistan. Gli abitanti della zona soffrono di patologie cardiovascolari, tumori, allergie, bronchiti croniche e mutazioni genetiche. I cittadini di Berezovka, detta anche “il villaggio dei veleni”, che puzza di uova marce per via dell’acido solfidrico, hanno visto nascere quell’impianto nel 1997, e adesso stanno portando avanti una battaglia “per essere spostati e indennizzati”. Anche lì si era parlato di lavoro e progresso, invece tumori e disastri e fuga. A cosa serviranno un giorno i risarcimenti, semmai ci saranno?!
Quale futuro, quindi, ci attende?! A cosa serviranno le 50 aree protette in Abruzzo e l’istituendo Parco della costa teatina?!
In Consiglio provinciale il sottoscritto aveva presentato un ordine del giorno teso a sostenere la sacrosanta battaglia del Comitato dei cittadini di Bomba per evitare lo sfracello del territorio. Dopo una lunga gestazione e tante mediazioni veniva approvato all’unanimità e adottato, come osservazioni da inviare al Comitato regionale V.I.A.. Purtroppo, l’odg annacquato (in nome di un necessario e fosco unanimismo) e spedito in ritardo, (a termini scaduti), dalla Provincia di Chieti, ha avuto poca efficacia se autorevoli esponenti abruzzesi hanno rilanciato l’idea della “coltivazione degli Idrocarburi”, dando l’imbeccata politica al Comitato V.I.A..
Perciò si chiede al Presidente del Consiglio provinciale Enrico Rispoli e al Presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio l’immediata convocazione del Consiglio Provinciale sul posto al fine di dire un CHIARO NO!, a chi vuole e immagina di trasformare la Val di Sangro in un “Villaggio dei veleni”.
Pizzoferrato-Chieti, 11 febbraio 2011.

Palmerino Fagnilli
Consigliere provinciale IdV