Domenica, 28 Gennaio 2007 Notizie

Ricostruito nei dettagli l'omicidio di Cosimo Cava, ma il presunto omicida è in libertà

Sei persone di San Salvo hanno preso parte alla risa sfiociata nella morte del buttafuori pugliese

Si chiamava Cosimo Cava, aveva 40 anni ed era originario di Erchie, un piccolo comune della provincia di Brindisi, l'uomo rinvenuto cadavere l'altra sera alle spalle dello stabilimento Denso di San Salvo, all'interno dell'area industriale di Piana Sant'Angelo. Cava aveva partecipato al rito della uccisione di un maiale (ndr: tradizione ancora molto in voga nei centri abruzzesi) all'interno di una masseria posta nell'immediata periferia di San Salvo. Durante la cena, alla quale hanno partecipato numerose persone, sarebbe nata una lite tra sette dei presenti. Forse perché alticci, dalle parole si è passati alle mani e la discussione è degenerata in una rissa nel corso della quale Cosimo Cava sarebbe stato colpito violentemente in volto con un corpo contundente. Il corpo di Cava, quindi, era stato abbandonato lungo il ciglio della strada dove era stato notato da un'automobilista in transito che aveva dato l'allarme. Sul posto sono giunti immediatamente i Carabinieri di San Salvo assieme a quelli del Gruppo Radiomobile di Vasto, oltre, naturalmente ai medici del servizio "118" dell'ospedale "San Pio" di Vasto che hanno potuto soltanto constatare il decesso dell'uomo. Pertanto, ogni soccorso si è rivelato inutile. I Carabinieri hanno avviato le indagini ed in breve sono riusciti a ricostruire i fatti ed a rintracciare i protagonisti della triste vicenda. Sei persone di San Salvo (commercianti, operai e disoccupati) sono stati fermati e portati in Caserma ed interrogati per tutta la notte dal capitano Giuseppe Loschiavo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Vasto. Al termine dei lunghi interrogatori i sei, di età variabile tra i 25 ed i 49 anni, sono stati indagati per il reato di rissa. Uno di loro, F.M. di 41 anni, disoccupato, è stato iscritto nel registro degli indagati con il reato a carico di omicidio preterintenzionale. Sarebbe stato lui, in base alle testimonianze ed alle prove raccolte, a sferrare il colpo mortale sul volto di Cosimo Cava provocandone la morte istantanea. La vittima di questa tragedia risiedeva nella periferia sud di Vasto, in località Selvotta, nei pressi dello scalo ferroviario. Circa sette anni fa aveva lasciato la zona di Brindisi trovando occupazione saltuaria come buttafuori in un locale notturno della costa vastese. Secondo indiscrezioni nel suo curriculum pare ci fossero dei piccoli precedenti con la Giustizia. Il corpo di Cosimo Cava, dopo i rilievi di legge, è stato trasferito nell'obitorio del cimitero di San Salvo dove questo pomeriggio, per disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Vasto, dott.ssa Annarita Mantini, verrà eseguita l'autopsia. I sei indagati sono stati rilasciati tutti a piede libero. Questo drammatico episodio ha profondamente colpito la popolazione di San Salvo che, in una certa misura, ha rivissuto il dramma di qualche anno fa allorquando una giovane ragazza perse la vita in circostanze mai del tutto chiarite sempre all'interno della zona industriale di Piana Sant'Angelo.