Domenica, 13 Aprile 2008 NotizieChieti: tangenti in Comune, presa la menteSecondo arrsto in meno di un mese. E' un dipendente dell'ufficio commercioPubblicato su "Il Messaggero" di oggi 13 aprile
di ALFREDO D'ALESSANDRO
Più o meno alla stessa ora in cui palazzo d'Achille annunciava l'avvio di un'indagine amministrativa sull'Ufficio commercio, gli uomini della Squadra Mobile operavano il secondo arresto per la tangentopoli sul rilascio delle licenze di commercio. In carcere è finito Luciano Cerritelli, 58 anni, impiegato dell'ufficio commercio e polizia amministrativa del Comune. Nei suoi confronti l'accusa formulata dal pm Rosangela Di Stefano, titolare dell'inchiesta, è di concussione consumata e tentata, con la continuazione ed in concorso. L'ordine di custodia cautelare porta la firma del gip Marco Flamini. Il 20 marzo scorso era finita in carcere, dove si trova tutt'ora, Filomena Pellegrino, 55 anni, collega di Cerritelli e suo braccio operativo nel meccanismo delle tangenti. Cerritelli è stato arrestato alla stazione centrale di Pescara ma non era in partenza. A spedirlo in carcere è stato il pericolo di inquinamento delle prove, visto che Cerritelli continuava a lavorare nello stesso ufficio dove è lui che istruisce e controlla le pratiche. Ma non si può escludere che sulla richiesta di una misura restrittiva possano aver influito quei viaggi all'estero, un paio all'anno, che Cerritelli era solito fare a Cuba.
Il meccanismo che portava alla richiesta di tangenti, in media 5000 euro per ogni licenza, funzionava così: gli aspiranti commercianti che si recavano all'ufficio commercio del Comune, a precisa richiesta si sentivano rispondere che non c'erano licenze disponibili. Ma già lo stesso giorno venivano ricontattati e veniva prospettata loro la necessità di pagare 5000 euro per avere la licenza stessa. Denaro che, secondo quanto veniva detto loro, sarebbe dovuto finire nelle tasche del commerciante mentre in realtà veniva intascato dai dipendenti comunali infedeli.
Per il capo della Mobile teatina Paolo Monnanni quello instauratosi era un vero e proprio «sistema criminale fondato sul mercimonio delle pubbliche prestazioni», un sistema nel quale la Pellegrino, che è ancora in carcere, era il braccio materiale e Cerritelli il "grande vecchio" che gestiva la situazione. A casa sua durante le perquisizioni sono state trovate una licenza in bianco e altra documentazione al vaglio della terza sezione della Mobile diretta dall'ispettore Ivan Finore. Un sistema che andava avanti da almeno 4 - 5 anni e che ha avuto fra le proprie vittime anche i venditori di ortofrutta, un settore in cui le licenze sono completamente liberalizzatemente mentre per quanto riguarda bar, pub e ristoranti la legge Bersani sulle liberalizzazini è stata recepita dal Comune solo a novembre del 2007.
Almeno dieci i casi conclamati di concussione che sono stati complessivamente accertati. La tangente richiesta di solito era di 5000 euro e veniva consegnata matarialmente alla Pellegrino, ma c'erano anche commercianti che usufruivano di sconti e dilazioni mentre chi era proprietario del locale in cui avrebbe dovuto avviare l'attività, era costretto a pagare anche di più, fino a 6500 euro. E se qualcuno si fosse rifiutato di pagare avrebbe incontrato di fronte a sè numerose difficoltà e lungaggini nell'ottenere le licenze. Una situazione insostenbile per chi ha una famiglia da mantenere e debiti da pagare. Dal 20 marzo la Mobile ha ascolato decine di commercianti, compresi i vertici di Confcommercio che, ha sottolineato Monnanni, «ci sono stati di grande aiuto».
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