Sabato, 4 Aprile 2026 AbruzzoIl peggio è passato ma ora è scattato la conta dei danniPer la Coldiretti "L'agricoltura della nostra Regione è in ginocchio"L’Abruzzo con il miglioramento delle condizioni atmosferiche si lascia alle spalle giorni di drammatica emergenza che ha provocato frane, smottamenti, oltre 400 sfollati, il crollo del ponte sul fiume Trigno al confine con il Molise, un lunghissimo elenco di strade danneggiate e inibite al traffico. C’è ora da fare il conto dei danni, ingentissimi, nell’ordine delle decine di milioni di euro, che l’Abruzzo non ha. La Regione è già al lavoro per la richiesta dello stato di emergenza. La decisione è stata anticipata al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare dell’Italia, Nello Musumeci, e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, oggi in Abruzzo, e sarà formalizzata una volta completata la ricognizione dei danni. Si registra intanto il grido di dolore della Coldiretti, per la situazione estremamente difficile quella che sta vivendo l’agricoltura abruzzese, con criticità diffuse su tutto il territorio ma con i danni maggiori concentrati nelle province di Chieti e Pescara, dove si registrano frane, smottamenti, allagamenti e campi completamente sommersi. Coldiretti Abruzzo ha intanto con favore la convocazione del tavolo tecnico regionale da parte del vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, che si è svolto ieri pomeriggio, per affrontare le criticità causate dal maltempo, con particolare attenzione alle gravi ripercussioni sul settore della pesca. Le piogge eccezionali degli ultimi giorni hanno infatti determinato condizioni di forte difficoltà lungo tutta la costa abruzzese, una situazione che rischia di compromettere anche l’operatività delle imprese della pesca e dell’intera filiera. Da un primo monitoraggio migliaia di ettari risultano allagati, con terreni agricoli da rilavorare e riseminare. Particolarmente colpite le coltivazioni di cereali e le semine autunno-vernine, tra cui grano e altri cereali, in molti casi compromesse in modo irreversibile. Distrutti gli ultimi ortaggi invernali e danni rilevanti alle prime produzioni stagionali, come le fragole, mentre in diverse aree è stata azzerata la produzione di fave. Problemi diffusi anche per vivai e serre, con coltivazioni sommerse e danni agli apparati radicali. Preoccupazione anche per i vigneti, il cui stato dipenderà dai tempi di ritiro dell’acqua. “Di fronte a una situazione così grave – sottolinea il presidente di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli – abbiamo chiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale, indispensabile per garantire un sostegno immediato alle aziende agricole duramente colpite. Siamo di fronte all’ennesimo evento estremo che mette in ginocchio interi territori, con danni ingenti alle produzioni e alle infrastrutture rurali. È necessario intervenire rapidamente per consentire alle imprese di ripartire e per mettere in sicurezza un comparto strategico per l’economia regionale”. L’emergenza in Abruzzo si inserisce in un quadro nazionale sempre più preoccupante: dall’inizio dell’anno si sono verificati circa trecento eventi estremi, con una maggiore concentrazione nel Sud Italia, a conferma di una tendenza climatica che sta mettendo a dura prova l’agricoltura e la programmazione delle imprese.
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