Venerdì, 6 Novembre 2026 Chieti

Luciano D'Amico, "Il vento di destra si è fermato"

Il candidato alla Camera dice: "Torneremo al governo delle nostre città"

“Le bugie raccontate fino ad oggi si stanno rivelando e quel vento di destra che tirava non solo in Abruzzo, non solo in Italia, ma direi in Europa e nel mondo, ormai si stia affievolendo, basterebbe vedere i risultati delle ultime elezioni politiche, penso al trumpismo, al Brasile, alla Serbia, a Israele. Noi siamo convinti di avere un’ottima possibilità di tornare al governo del Paese, della Regione, delle nostre città e dei nostri Comuni, perché a differenza della destra che racconta bugie, cerchiamo di proporre soluzioni ai problemi reali che ci sono”.

Si dice ottimista rispetto ai possibili risultati Luciano D’Amico, candidato del campo largo di centrosinistra alle elezioni suppletive per la Camera dei Deputati nel Collegio della provincia di Chieti, che si terranno il 15 e 16 novembre 2026.

In piena campagna elettorale, in un’intervista ad AbruzzoWeb, il leader dell’opposizione in Consiglio regionale e già rettore della Università di Teramo, candidato alla presidenza della Regione contro il poi riconfermato governatore, Marco Marsilio, di FdI, alle elezioni del marzo del 2024, spiega: “Stiamo incontrando cittadini e cittadine, raccogliendo da loro non solo l’indicazione dei tanti problemi che affliggono anche la provincia di Chieti, ma anche ipotesi di soluzioni. Oggi la situazione anche a Chieti, nella sua provincia, è per certi versi di una gravità particolare”.

“Le persone non riescono ad arrivare a fine mese, non riescono più a fare la spesa, le bugie che ci sono state raccontate dal Governo nazionale e dal Governo regionale sono bugie che hanno mostrato le gambe corte – sottolinea – Inutile che il premier Giorgia Meloni venga a raccontarci ancora una volta che ha fatto di tutto. Le tasse non sono diminuite, sono aumentate, è aumentato il costo dei generi di prima necessità ma non sono aumentati i salari e gli stipendi. Questi sono i conti che bisogna fare quotidianamente, che tutti i cittadini devono fare quotidianamente per arrivare a fine mese”.

Per quanto riguarda in particolare la provincia di Chieti: “Come nel resto del Paese, i cittadini sono costretti a far fronte al caro vita, al caro carburante, alla mancanza di opportunità lavorative per i giovani, all’assenza totale di una qualsiasi politica economica, di servizi, dalla sanità al trasporto pubblico locale. In un momento in cui il caro vita morde con una ferocia che non ricordavamo da qualche decennio, sarebbe assolutamente necessario almeno assicurare ai cittadini la possibilità di curarsi attraverso la sanità pubblica, sarebbe necessario assicurare un trasporto pubblico locale con tariffe adeguate. Sarebbe insomma necessario rivoluzionare l’operato della Regione, da 7 anni governata dal centrodestra”.

“Poi – aggiunge – abbiamo delle peculiarità, inutile ricordare il distesso idrogeologico che interessa non solo la città capoluogo, ma tanti altri comuni e le strade provinciali che collegano i comuni della nostra provincia. C’è poi la Val di Sangro, il nucleo industriale più importante del Mezzogiorno, che ad oggi non è al centro di una qualche politica economica di sostegno né da parte del Governo regionale né di quello nazionale. Si vantano dei risultati ottenuti grazie al Pnrr che non è stato concepito da loro, che si sono trovati a gestire una montagna di risorse che purtroppo stanno finendo e nessuno sta pensando a cosa fare dopo la chiusura dei cantieri”.

Quindi le infrastrutture: “Se vogliamo che il nucleo industriale più importante del Mezzogiorno resti competitivo, non possiamo non avere un sistema portuale adeguato, non possiamo non avere una rete autostradale adeguata. Noi gridiamo da tempo, ad esempio, che la A14, che volevamo a tre corsie, ormai è ridotta a una corsia sola, e i tir che devono attraversarla sostengono dei costi straordinariamente elevati oltre a ore e ore di fila per poter accedere ai mercati del nord. In generale abbiamo una carenza infrastrutturale che richiede degli interventi assolutamente urgenti. Dico sempre che nella nostra provincia fra un po’ festeggeremo il cinquantenario della presentazione del progetto della Guardiagrele-Casoli, che non è una strada qualsiasi ma è quella che collega il nucleo industriale della Val di Sangro, il polo pastario di Fara San Martino. Non possiamo permetterci di pensare che questi nuclei industriali, che rappresentano il cuore produttivo dell’Abruzzo e, mi permetto di dire, anche del Mezzogiorno, possano avere delle dotazioni infrastrutturali che risalgono all’immediato dopoguerra”.