Mercoledì, 4 Novembre 2026 Abruzzo

TREGUA ROTTA BIONDI VS VERRECCHIA &CO

“HANNO PERSO LA TESTA, IRRIGUARDOSI E SCOMPOSTI”

“Credo che abbiano perso un po’ la testa, con un richiamo al campanilismo che non soltanto è antistorico, ma anche dannoso per i loro territori”. Un’uscita “scomposta”, quella di chi mi ha accusato di voler fagocitare il territorio, “irriguardosa” e “grave” nei confronti “di persone che sono in Fratelli d’Italia da molto prima, quando non era conveniente starci…”.

Altro che tregua armata nella guerra dei rifiuti che ha lacerato il centrodestra e, in particolare, Fratelli d’Italia in Abruzzo. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, presidente dell’Assemblea dell’Agir e anche presidente regionale dell’Anci, non ha risparmiato bordate, nell’intervista rilasciata a LaQtv, durante la trasmissione Polis condotta da Giustino Masciocco, contro il fronte che ha alzato le barricate contro la riforma che prevede, attraverso una modifica della legge vigente dal 2013, ambiti di gestione unici per ciascuna provincia, con il conseguente accorpamento delle attuali società pubbliche. Una soluzione contestata da chi sostiene, invece, la possibilità di un’ulteriore suddivisione in ambiti sub-provinciali.

Senza troppi giri di parole, per Biondi, quelli che “hanno perso la testa” sono innanzitutto due colleghi di partito: il marsicano Mario Quaglieri, assessore regionale al Bilancio, e Massimo Verrecchia, capogruppo in Consiglio regionale. A loro si aggiunge la peligna Marianna Scoccia, vicepresidente del Consiglio regionale, da poco passata da Noi Moderati a Forza Italia.

“Le discussioni normalmente avvengono all’interno dei partiti, poi si trova una quadra – ha incalzato Biondi, rivolgendosi a Verrecchia e Quaglieri -. Perciò dico che è stato un intervento scomposto e irriguardoso nei confronti di persone che ricoprono ruoli in Fratelli d’Italia. Mi permetto di dire: persone che sono in Fratelli d’Italia da molto prima, quando non era conveniente starci”. Poi, rincarando la dose, ha parlato di “un atteggiamento politicamente grave”, rivelando che “di queste cose sono informati gli organismi regionali e nazionali”.

Sono stati proprio loro, del resto, a organizzare la mobilitazione contro l’intenzione del presidente Marco Marsilio, esponente di FdI, e dello stesso Biondi di puntare sugli ambiti provinciali, contrastando la possibilità di mantenere i sub-ambiti. A sostegno di questa posizione è stato presentato un emendamento firmato anche dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, dal capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco, dal capogruppo di Forza Italia Emiliano Di Matteo, dal capogruppo di Marsilio Presidente Luciano Marinucci, dall’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, dal sottosegretario di Giunta di Forza Italia, con delega al Turismo, Daniele D’Amario, e dal consigliere di FdI Leonardo D’Addazio.

Una componente politica, dunque, tutt’altro che marginale, che coinvolge consiglieri, capigruppo, assessori e vertici istituzionali della Regione, oltre a più di 30 sindaci della Marsica e 20 della Valle Peligna.

Una presa di posizione, quella di Biondi, che non si limita a una divergenza amministrativa sul futuro della governance del ciclo dei rifiuti, ma assume ormai i contorni di uno scontro politico diretto all’interno della stessa coalizione di centrodestra. Nel mirino del sindaco dell’Aquila è finito anche il primo cittadino di Avezzano, il civico Gianni Di Pangrazio.

“Ho sentito l’intervento di Di Pangrazio in Consiglio comunale: ha detto che chiederò all’Agir, ma lui è componente del Consiglio direttivo dell’Agir! Quindi lo deve chiedere a se stesso. Io faccio il presidente dell’Assemblea, che è una figura di garanzia”.

Rischia così di saltare la tregua armata imposta da Marsilio, dopo l’approvazione, nella seduta consiliare dell’8 ottobre, di un suo emendamento che stabilisce come l’Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani, dovrà approvare il Piano d’ambito (Pda) entro il 31 dicembre 2027. In caso di mancata approvazione entro quella data, “è fatta salva la possibilità di delimitare, nello stesso Pda, sub-ambiti territoriali di dimensione sub-provinciale dove le condizioni territoriali, amministrative ed economiche lo consentano”.

Biondi è però tornato all’attacco, respingendo al mittente l’accusa secondo cui vorrebbe imporre l’ambito unico per consentire alla società dei rifiuti dell’Aquila di fagocitare la Segen della Marsica e il Cogesa di Sulmona. Non sarebbe invece interessata dall’accorpamento l’Aciam di Avezzano, la cui maggioranza azionaria è passata in mani private, alla Tekneko di Umberto Di Carlo, comunque contrario anche lui all’ambito unico provinciale.

“Il fatto che noi volessimo fagocitare il territorio mi sembra veramente un’uscita scomposta – ha detto Biondi -, perché, fra l’altro, non sono stato attaccato soltanto io, ma anche il presidente della Regione Marsilio, che ha la delega ai rifiuti e che non sapeva nulla di questa manovra, del loro emendamento. E nulla sapeva nemmeno il consigliere delegato alla gestione dei rifiuti, anche lui di Fratelli d’Italia, Nicola Campitelli”.

Per poi ribadire: “La legge nazionale, il Testo unico sull’ambiente, dice che bisogna superare la frammentazione e raggiungere l’autosufficienza dei territori”.  Ed oggi i  provincia dell’Aquila, “oggi la gestione dei rifiuti in provincia dell’Aquila, così frammentata, non garantisce l’autosufficienza, perché a ogni territorio manca più di un tassello. Per esempio, l’Asm ha il volume d’affari, quindi i soldi, ma non ha ancora la piattaforma e non dispone delle infrastrutture. Il Cogesa di Sulmona ha una miniera d’oro, che è l’impianto di trattamento meccanizzato dei rifiuti, che, fra l’altro, ha anche la possibilità di essere ampliato. Però ha una crisi economica evidente, che il sub-ambito peligno non farebbe altro che aggravare. Diciamo che negli anni non c’è stata sempre una gestione brillante del Cogesa”. Infine, la Segen della Marsica, “è a totale capitale pubblico e ha una volumetria assentita per realizzare un impianto simile a quello del Cogesa”.

Quindi Biondi prosegue: “Oggi i Comuni della Marsica, che rivendicano l’autonomia, hanno una società pubblica piccolina, la Segen, e una società privata, l’Aciam, che non è più pubblica perché hanno ceduto le quote. Quindi non soltanto non hanno una società con cui presentarsi strutturati al confronto con gli altri territori, ma addirittura hanno perso anche la titolarità dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici di Aielli, perché lo ha acquisito il privato”.

Lo scontro assume un peso ancora maggiore se si considera che, nei giorni precedenti, sembrava essere stata raggiunta una tregua politica grazie a una soluzione di sintesi.

Non erano mancate, infatti, le dichiarazioni distensive del capogruppo di Fratelli d’Italia Verrecchia, che aveva ringraziato Marsilio per la mediazione e per la sintesi individuata. Una fase che sembrava poter riportare la discussione sul terreno istituzionale e amministrativo, evitando ulteriori contrapposizioni personali.

L’intervento televisivo di Biondi rischia invece di rimettere tutto in discussione, riportando il confronto su un piano apertamente polemico e alimentando nuovamente le tensioni tra il Comune dell’Aquila e gli esponenti regionali della stessa maggioranza.

Non è passato inosservato, soprattutto, il passaggio dell’intervista nel quale Biondi ha sostenuto che alcune dichiarazioni degli esponenti di Fratelli d’Italia sarebbero state irrispettose anche nei confronti di chi milita nel partito da molto tempo, “quando non era conveniente stare in Fratelli d’Italia”. Una risposta a chi come Verrecchia aveva già ricordato che lo stesso Biondi è entrato solo nel 2017 in Fdi, nata nel 2012, e prima era  tesserato con CasaPound.