Mercoledì, 4 Novembre 2026 Nazionali

USA, ELEZIONI MIDTERM: ONDA BLU TRAVOLGE TRUMP

DEMOCRATICI CONQUISTANO CAMERA E SENATO

L’onda blu travolge Donald Trump. Il partito democratico trionfa alle elezioni di midterm 2026 conquistando la maggioranza alla Camera e al Senato. Disfatta per il partito repubblicano, che perde il controllo dei due rami del Congresso, e per il presidente degli Stati Uniti, bocciato dal voto che si trasforma in un referendum sulla Casa Bianca.

I democratici ottengono un’ampia maggioranza alla Camera, con la prospettiva – a scrutinio ultimato – di superare 240 seggi sui complessivi 435. Con lo speaker Hakeem Jeffries, il primo afroamericano a ricoprire il ruolo, il partito sarà in grado di avviare un’ampia attività di controllo e indagine sull’amministrazione Trump.

Il vero ribaltone va in scena al Senato, che i dem conquistano con una serie di exploit in Stati per decenni feudi repubblicani.

A dettare il trend è il primo risultato ad effetto, la vittoria di Roy Cooper in North Carolina. La strada è tracciata e arriva la valanga.

I repubblicani perdono anche il South Carolina, dopo 28 anni di dominio ininterrotto, con la sconfitta di Darline Graham – sorella del senatore Lindsey scomparso a luglio – contro Annie Andrews.

Quando in Italia è quasi l’alba, arrivano altri verdetti. James Talarico trionfa in Texas staccando di quasi 20 punti il repubblicano Ken Paxton. Adam Hamilton trionfa in Kansas, dove i democratici piantano la bandiera dopo 94 anni.

In Ohio, Sherrod Brown sconfigge il repubblicano Jon Husted. La maggioranza viene blindata dalla vittoria di Josh Turek in Iowa e da quella di Troy Jackson in Maine. Anche Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan, parla di vittoria.

Trump, tra un messaggio social e l’altro, non ha nessuna intenzione di intestarsi la sconfitta. “Non c’ero sulla scheda. Se ci fossi stato, avremmo ottenuto una vittoria a valanga. Ho detto agli elettori: ‘Fate finta che io sia sulla scheda’, ma non erano d’accordo e nella maggior parte dei casi non hanno gradito i candidati”, dice il presidente, che inizia un tour tra tv e giornali. “Sono un po’ sorpreso, pensavo sarebbe andata meglio. Abbiamo fatto dei comizi fantastici, con migliaia di persone dentro e fuori. C’era grande esaltazione, quindi ora sono un po’ sorpreso. Pensavo di poter avvicinare quelle persone verso i candidati”, dice. C’è un accenno di mea culpa: “La gente è d’accordo con quello che sto facendo sull’Iran, ma probabilmente non è disposta ad affrontare la conseguenza iniziale, di breve durata, di pagare di più la benzina. Sapete, lo capisco ma non sono d’accordo: è un problema a breve termine per un beneficio a lungo termine. Peccato”.

Al New York Times, Trump risponde con toni concilianti. “Sono assolutamente disposto ad accettare questi risultati”, dice. “Lavoreremo con i democratici e, sapete, non vediamo l’ora di lavorare con loro. Probabilmente troveremo un’intesa”. Stesso copione a Fox News: “Penso che i democratici abbiano fatto un buon lavoro. Lo penso davvero. Penso che abbiano fatto un buon lavoro. Si sono battuti duramente, mi combattono da molto tempo” ma “possiamo lavorare con loro sull’immigrazione. Penso che l’immigrazione sia una questione importante. Ho sempre pensato che dovremmo riuscire a collaborare sull’immigrazione”.

Scrive Barack Obama in un post su X: “questi risultati sono stati possibili solo perché candidati straordinari si sono fatti avanti in ogni regione del Paese. Gli americani hanno mandato un messaggio chiaro: vogliono una politica che unisca le persone anziché dividerle e leader che offrano soluzioni concrete alle sfide”.

“Con background diversi, rappresentando un ampio ventaglio di orientamenti politici, uniti da valori condivisi, dalla convinzione nel servizio pubblico e dall’impegno a mettere al primo posto le persone dei loro distretti e stati”, prosegue, con la “gratitudine” che va alle “migliaia” di persone, tra “funzionari elettorali e volontari di entrambi i partiti, che hanno contribuito a garantire lo svolgimento regolare delle elezioni e hanno svolto una delle funzioni più cruciali della nostra democrazia”.

“Sebbene questa Amministrazione abbia ancora due anni in carica, il nostro compito ora è rimboccarci le maniche, apportare cambiamenti ovunque sia in nostro potere, impedire ulteriori danni e gettare le basi per il futuro”, conclude l’ex presidente degli Stati Uniti.

“Sembra che i miei laser spaziali per interferire con le elezioni non abbiano funzionato stavolta”, ha scritto invece su X il fondatore di Tesla, Elon Musk, ironico nel commentare le elezioni di midterm americane.