Venerdì 6 novembre, alle ore 17, a Vasto, presso il Centro Servizi Culturali di via Michetti, ci sarà la terza edizione di “Dialoghi sulla Democrazia” in ricordo di Massimo Rienzo. Interventi come da locandina, tra cui spicca il nome della nota giornalista Rai Carmen Lasorella. Tema dell’incontro: la situazione di Gaza.Quindi si parlerà diffusamente della triste situazione dei palestinesi di Gaza, prendendo spunto dai racconti del libro “Ogni istante è una vita. Racconti da Gaza al tempo del genocidio” curato da Susan Abulhawa e pubblicato in Italia da Fazi Editore il 30 giugno 2026.
Volume che l’editore così presenta.
Nel 2024 Susan Abulhawa, autrice del romanzo Ogni mattina a Jenin, uno dei libri sulla Palestina più letti e amati, è riuscita a entrare due volte a Gaza attraverso il valico di Rafah. Nei campi tenda ha organizzato una serie di laboratori di scrittura con giovani palestinesi sfollati, le cui vite sono state sconvolte dalla violenza, dalla fame, dalla perdita della casa, della famiglia e di ogni forma di normalità. Da quell’esperienza nasce questa antologia: diciotto racconti brevi e intensi, scritti durante il genocidio perpetrato da Israele, nei quali la vita reale assume la forza della letteratura. Queste storie aprono uno squarcio sull’esistenza a Gaza sotto le bombe. Raccontano l’orrore dall’interno, nei gesti minimi della vita quotidiana, nei suoni, negli odori, nella polvere sulla pelle: fare la fila per il pane, l’odissea per un buono alimentare, recuperare i propri vestiti dalle macerie, rinunciare a un letto per farne legna da ardere, il viaggio in ospedale per partorire, dare un nome a un bambino salvato dalla morte, bere un caffè davanti al mare dopo aver perso tutto. Come scrive Viola Ardone nella postfazione, «questi testi sono la narrazione in presa diretta della morte mentre avviene, della distruzione mentre avviene, del dolore mentre avviene, del battito mentre resiste. Sono vita».
Con coraggio, rabbia, amore e – incredibilmente – speranza, queste voci restituiscono dignità, memoria e umanità a un popolo sotto assedio. E mostrano come, anche nella devastazione più estrema, raccontare possa diventare un gesto di resistenza.
«Scrivere racconti nel mezzo di un genocidio in corso vuol dire dover estrarre l’inchiostro dal proprio cuore».
Huzama Habayeb, editor della raccolta