Domenica, 1 Novembre 2026 Abruzzo

FINANZIARIA: TAGLI PER 7.000 POSTI TRA DOCENTI E ATA

LA CGIL, “SCUOLA PUBBLICA UMILIATA, ALLE PRIVATE BONUS”

Clima incandescente nel mondo della scuola: stando alla relazione tecnica al disegno di legge di Bilancio, a partire dall’anno scolastico 2027/2028 spariranno in tutto 6.974 posti di lavoro. Nel dettaglio, l’articolo 66 cancella 4.925 insegnanti e 2.049 figure tra personale amministrativo, tecnico e ausiliario (il cosiddetto personale Ata).

Questa mossa permetterà allo Stato di risparmiare 83,9 milioni di euro nel 2027 e quasi 252 milioni all’anno a partire dal 2028.

C’è poi il capitolo del turn over: la manovra prevede per il 2027 una riduzione del 25% delle assunzioni che coprono il personale che va in pensione, con il ritorno al 100% dal 2028. Ma la misura non riguarderebbe la scuola, che quindi non si aggiunge ai tagli decisi per il settore

Inevitabilmente i sindacati del mondo della scuola sono in rivolta, e la Gigl si prepara ad uno sciopero generale indetto per il 20 novembre.

Duro il commento della Flc Cgi Abruzzo e Molise.

“Anche in Abruzzo dovremo assistere quindi all’ennesimo taglio, che colpirà sia i docenti che il personale ATA. Ricordiamo che già nell’ultimo anno sono stati 59 i posti in meno nell’ organico di diritto del personale ATA. Un taglio che ha colpito soprattutto i collaboratori scolastici, che garantiscono apertura, vigilanza, assistenza e pulizia. Senza di loro le scuole rischiano di non poter più assicurati nemmeno i servizi essenziali, mettendo a rischio la stessa sicurezza e la sorveglianza ai minori”.

Prosegue la Cgil: il calo demografico non può essere un alibi per tagliare, dovrebbe essere l’occasione per migliorare la qualità della scuola, aumentare il tempo scuola, ridurre gli alunni per classe e garantire una rete scolastica degna di un Paese europeo. Nello stesso provvedimento poi si proroga il buono da 1.500 euro per le paritarie per 20 milioni. Mentre la statale viene messa in ginocchio, la scuola privata continua a godere di provvidenze pubbliche.

“Gravissimo, inoltre, che non ci sia nulla per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027. Mentre l’inflazione erode salari già tra i più bassi d’Europa, non c’è un euro per il recupero del potere d’acquisto. La detassazione dell’accessorio fino a 800 euro non è confrontabile con un vero rinnovo, anche perché molti docenti e ATA quel salario accessorio non lo percepiscono nemmeno. Infine, resta irrisolto il grande tema del precariato: in quest’anno scolastico sono circa 8.000 i lavoratori precari nelle scuole abruzzesi. Rispetto ai docenti, spicca il numero enorme di precari soprattutto nel sostegno: circa 4.600, oltre il 60% dell’organico complessivo”.

Conclude il sindacato: “di fronte a scelte politiche segnate dal disinvestimento, dalla precarietà, da interventi puramente ideologici è necessario mobilitarsi. Chiamiamo da subito il personale della scuola a partecipare alla discussione e al confronto con il nostro sindacato, partecipando alle assemblee indette in tutte le scuole della regione. Rilanciamo inoltre la mobilitazione, insieme agli studenti che con tenacia stanno pacificamente lottando per un futuro e una scuola migliore, confermando l’adesione della FLC allo sciopero generale del 20 novembre proclamato dalla nostra Confederazione CGIL per l’intero comparto istruzione e ricerca. Non è più sostenibile