Domenica, 1 Novembre 2026 VastoAnifa: «Salme trasferite a Chieti, la soluzione proposta non è stata applicata»Non si è fatta attendere la risposta all'intervista rilasciata dal consigliere FortePerché le salme devono essere trasferite dall’ospedale di Vasto a quello di Chieti per effettuare i prelievi biologici post mortem necessari prima della cremazione? E perché, nonostante una proposta alternativa presentata già nel 2022, il problema non risulta ancora risolto? Sono le domande che l’Anifa (Associazione nazionale imprese funebri artigiane) pone attraverso un comunicato inviato a Chiaro Quotidiano, al quale ha allegato anche la corrispondenza intercorsa con la Regione Abruzzo tra aprile 2022 e marzo 2023. Una documentazione che ricostruisce i tentativi dell’associazione di individuare una soluzione per evitare trasferimenti superiori ai cinquanta chilometri, con costi aggiuntivi e disagi per le famiglie, già provate dal lutto. Attraverso il segretario, Paolo Rullo, l’associazione aveva sottoposto alla Regione una proposta alternativa, ispirata a una procedura adottata in Campania: effettuare i prelievi di mucosa buccale e annessi piliferi durante la visita necroscopica, ricorrendo a eventuali ulteriori accertamenti soltanto quando necessari. L’obiettivo era evitare il trasferimento delle salme in un’altra struttura. Dalle email emerge che nel giugno 2022 la Regione aveva comunicato l’intenzione di costituire un gruppo di lavoro tecnico per affrontare il problema. Nel dicembre successivo era stata prospettata la possibilità di completare gli adempimenti nelle prime settimane del 2023. Ma il 4 marzo 2023, rispondendo a una nuova richiesta di aggiornamenti, il dirigente del settore aveva precisato che non era ancora possibile indicare tempi certi per la conclusione. Ora Anifa chiede di conoscere quali passi siano stati compiuti e perché non si sia ancora arrivati a una soluzione. «La questione non può ridursi all’acquisto di un lettino in acciaio: riguarda la necessità degli spostamenti, l’organizzazione del servizio e le conseguenze delle scelte amministrative sulle famiglie», sottolinea Rullo. L’associazione chiede che, qualora la procedura proposta non sia applicabile, vengano spiegate le ragioni. In caso contrario, vuole conoscere gli ostacoli che ne impediscono l’adozione e i tempi necessari per superarli. «Non chiediamo – conclude il segretario dell’Anifa – indignazione di circostanza. Chiediamo decisioni motivate, responsabilità chiare e tempi definiti. Perché il provvisorio non diventi, ancora una volta, la normalità». Pubblicato su Chiaro Quotidiano |
