Da Fabio Travaglini riceviamo e pubblichiamo:
Ci sono momenti in cui fare politica significa avere il coraggio di compiere una scelta. Anche quando quella scelta comporta rinunciare a un ideale nel quale si è creduto e per il quale si è lavorato.
Ho deciso di non candidarmi alla carica di sindaco di San Salvo alle prossime elezioni amministrative.
È una decisione maturata con serietà, nonostante il sostegno e la fiducia che mi sono stati manifestati da liste civiche, partiti e cittadini. Un sostegno che considero prezioso e per il quale sono sinceramente grato, ma che non ritengo sufficiente se l’obiettivo è costruire una coalizione realmente unita, capace di affrontare insieme la sfida del governo della città.
Sono profondamente convinto che nessuna forza politica, nessun gruppo civico e nessuna singola personalità possano affrontare da soli questa sfida. San Salvo ha bisogno di un progetto plurale e aperto, capace di tenere insieme sensibilità diverse, competenze, esperienze e nuove energie.
Lo dico soprattutto sulla base della mia esperienza.
Alle scorse elezioni amministrative sono stato tra coloro che hanno lavorato con maggiore convinzione per ricostruire un’alleanza dopo dieci anni segnati da divisioni e sconfitte amare. Insieme a tante persone abbiamo contribuito a raggiungere un risultato che, per una manciata di voti, non ci ha consentito di centrare l’obiettivo.
Quel risultato, però, ha dimostrato una cosa: quando siamo uniti possiamo offrire alla città una prospettiva diversa.
Oggi ritengo che esistano le condizioni per raccogliere nuovamente quella sfida. Ma a una condizione: che nessuno consideri la propria candidatura più importante dell’unità necessaria per vincere e, soprattutto, per governare bene.
Negli ultimi mesi ho preso atto che una mia eventuale candidatura non raccoglierebbe il sostegno convinto di tutte le forze che dovrebbero costruire questa alleanza. Ho riscontrato anche atteggiamenti e dinamiche che avrei preferito sostituiti da un confronto aperto e leale.
Ma non intendo alimentare polemiche, né aprire una stagione di recriminazioni. Sarebbe il modo peggiore per cominciare il percorso che ci attende.
Preferisco compiere io, per primo, un passo che considero necessario.
Ma questa scelta ha senso soltanto se diventa l’occasione per un’assunzione di responsabilità collettiva.
Per questo rivolgo un appello sincero a tutte le forze politiche e civiche, e in particolare a coloro i cui nomi circolano in questi giorni come possibili candidati sindaco.
Chiedo a tutti la disponibilità a fare un passo oltre le proprie legittime aspirazioni e oltre gli equilibri dei singoli gruppi. Non possiamo sostituire una candidatura che non mette tutti d’accordo con un’altra sostenuta soltanto da una parte.
Serve uno sforzo comune per individuare una personalità capace di rappresentare tutti, di unire davvero la coalizione e di guidare un progetto di governo all’altezza della città.
Dopo quindici anni di governo della destra, credo che San Salvo abbia bisogno di aprire una fase nuova. È una mia valutazione politica, maturata osservando una città che, a mio giudizio, ha perso occasioni importanti e nella quale troppo spesso il confronto pubblico ha lasciato spazio alla contrapposizione.
Non basta però criticare ciò che non ha funzionato. Dobbiamo dimostrare di saper fare meglio: con competenza, rispetto delle istituzioni, capacità di ascolto e una visione concreta dello sviluppo economico, sociale e urbano di San Salvo.
La mia decisione non nasce dal disimpegno. Continuerò a svolgere con responsabilità il mio ruolo di consigliere comunale in questo mandato e a contribuire, con idee e proposte, alla costruzione di un’alternativa.
La prossima sfida non deve essere una competizione tra aspiranti sindaci. Deve essere l’occasione per restituire a San Salvo una proposta di governo unita, credibile e capace di guardare avanti.
Io ho fatto la mia scelta. Adesso mi auguro che ciascuno trovi il coraggio e la generosità di fare la propria parte.
Fabio Travaglini