Lunedì, 26 Ottobre 2026 Abruzzo

Mazzette in auto e parole come "devo pagare campagne elettorali"

Alcune delle frasi intercettate nel corso delle indagini

Il contatto telefonico per fissare un incontro tra l’imprenditore Antonio Cervigni e l’ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, Fabio Pistarelli, arrestati assieme ad altri sei nell’inchiesta “Ricostruzione” della Dda di Ancona; Cervigni che conta le banconote in auto, acquista una busta grande per inserirle e poi, fuori da una pizzeria nel Maceratese, la consegna a Pistarelli. È il 9 novembre 2024 e questi passaggi vengono ascoltati e filmati dalla Guardia di Finanza grazie a una periferica di registrazione installata sull’auto di Cervigni. E ancora, come rivela il Resto del Carlino, dice Cervigni, intercettato: “Devo spendere un po’ di soldini per le campagne elettorali di questi qui”. E “questi qui” – annota la gip Sonia Piermartini – sono “i candidati del centrodestra”.

Il passaggio di denaro è documentato tra alcuni presunti componenti della cosiddetta “cricca” o “comitato d’affari”, un’interfaccia per indirizzare appalti in cambio di un “2%”. “È risultato chiaro – scrive la gip – come la disponibilità costante di Pistarelli, comprata con denaro e altre utilità apparentemente giustificate con documentazione fiscale soggettivamente falsa, avesse fornito all’asse Cervigni-Ezechielli un indubbio prestigio e uno strumento per acquisire vantaggi economici da ditte corruttrici, con l’utilizzo strumentale di Pistarelli, collocato nella stanza dei bottoni al vertice del centro di spesa regionale”.

È in questo contesto che emerge il passaggio in cui Cervigni svela i suoi piani all’imprenditore maceratese Antonio Ezechielli.

Anche quest’ultimo, imprenditore di 61 anni, è tra le persone per le quali la giudice per le indagini preliminari ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’arresto, tuttavia, non è stato ancora eseguito, perché Ezechielli si trova attualmente in Cina. Tramite il suo avvocato ha annunciato che tornerà la prossima settimana. I due imprenditori fanno parte della presunta “cricca” che si sarebbe spartita gli appalti della ricostruzione a forza di mazzette. La conversazione in cui si parla di finanziare la campagna elettorale del centrodestra è stata intercettata durante un viaggio che i due compiono l’11 gennaio 2025, quando mancano otto mesi alle elezioni regionali delle Marche.

Come racconta Il Resto del Carlino, “durante il tragitto, il pollentino Cervigni riepiloga quelle che sarebbero le modalità di incasso dei pagamenti da ricevere. Si tratterebbe di operazioni illecite trasformate in ‘fittizie prestazioni di consulenza fatturate dalla L2A Energia o dalla Cle consulting’. Sostanzialmente – è l’ipotesi dell’accusa – operazioni inesistenti a fronte di un contratto predisposto ad hoc. Cervigni dice che l’operazione del Fazzini (la ricostruzione del collegio universitario di Camerino, operazione da nove milioni di euro) è chiusa e che ora c’è da fatturare 100mila euro”.

E ancora: “Quindi il discorso finisce su Fabio Pistarelli, all’epoca ancora capo di gabinetto del governatore Francesco Acquaroli, uno dei presunti componenti della ‘cricca’ su cui si concentrano le indagini della procura di Ancona. Il nome dell’ex consigliere regionale spunta quando Cervigni parla di un contratto per dei lavori all’ospedale di Fermo, per i quali confida nell’intermediazione di Pistarelli. ‘Se ce la faccio a firma’ a Fermo…’, dice. Ed Ezechielli: ‘Ma come che non ce la si fa?’ E Cervigni: ‘Ma non lo so… lì non so se Fabio. Adesso, lunedì c’è da fare un altro appuntamento, tocca andarci con la Lega. A proposito, per caso… Fermo, Fermo… devo spendere un po’ di soldini per le campagne elettorali'”.

Il 14 maggio 2024, i finanzieri avevano ascoltato anche un altro colloquio in auto tra l’imprenditore Enrico Crucianelli, considerato una figura centrale nell’inchiesta, e un interlocutore che gli parlava di “informazioni privilegiate” ricevute da “persone vicine a una commissione di gara” sui “parametri tabellari”, nonché di una presunta “volontà/possibilità di agevolare la Crucianelli Rest/Edile”.

Dialoghi che hanno portato a indagare sul gruppo il cui “asset principale”, secondo l’accusa, era Pistarelli. Stando agli inquirenti, quest’ultimo “metteva a disposizione del sodalizio conoscenze, relazioni, funzioni, poteri e assicurava ad altri associati la possibilità di esercitare pressioni e condizionamenti su dirigenti e funzionari pubblici regionali e di altre amministrazioni; proponeva imprese compiacenti nelle gare pubbliche; rivelava informazioni riservate e segrete che potevano condizionare le procedure di gara per gli appalti pubblici”.