Lunedì, 19 Ottobre 2026 VasteseI genitori di Andrea Di Risio chiedono che faccia piena luce sulla tragice fine del figlioI genitori di Andrea, Massimo e Alessandra, hanno deciso di costituirsi parte civile”La verità sulla morte di nostro figlio “. A chiederlo sono i familiari di Andrea Di Risio, 21 anni , lo studente morto venerdì mattina mentre puliva un silos dai residui della lavorazione dell’uva. A riportare la notizia in primo piano, stamane, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro. I genitori di Andrea, Massimo e Alessandra, hanno deciso di costituirsi parte civile e saranno assistiti dagli avvocati Arnaldo Tascione e Francesco Tascione. Insieme a loro anche le sorelle e i nonni dello studente morto mentre lavorava, chiedono giustizia. Le parti civili sono 14. “I familiari di Andrea “, ha dichiarato alla collega del Centro l’avvocato Arnaldo Tascione “sono parti lese in un procedimento penale delicatissimo. E’ necessario, nell’interesse di tutti, ricostruire la verità sulle cause, anche omissive, che hanno generato l’irreparabile evento. I familiari hanno diritto di conoscere fino in fondo le ragioni vere della morte di Andrea. Ci impegneremo affinchè sia fatta piena luce su un fatto così grave “. Una morte inaspettata arrivata pochi minuti prima della fine del turno e mentre il giovane controllava l’ultimo silos. Un passaggio fondamentale per stabilire la verità sarà l’esito dell’autopsia che sarà eseguita oggi, in tarda mattinata, dal medico legale Pietro Falco, all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, subito dopo il conferimento dell’incarico. Alla perizia sarà presente anche un medico legale nominato dalle parti civili, il dottor Angelo Muraglia. Non è dato sapere se l’avvocato Vincenzo Di Girolamo del foro di Pescara, il legale dei sette dirigenti della cantina San Panfilo di Scerni, indagati per omicidio colposo sul lavoro e violazione delle norme di sicurezza, deciderà di nominare a sua volta un altro perito incaricato di assistere all’esame autoptico. L’avviso di garanzia come atto dovuto è stato mandato dalla Procura di Vasto a 7 figure apicali della cantina. Agli indagati viene contestata l’inosservanza del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro ossia l’omissione di controlli sull’addestramento del lavoratore ma anche verifiche sul corretto funzionamento dell’impianto accanto al quale lo studente stava lavorando. Il silos al momento è sequestrato. E’ probabile che la Procura disponga un controllo da parte di un esperto per verificare se il serbatoio fosse dotato dei meccanismi di sicurezza obbligatori. Andrea Di Risio è morto per essere venuto a contatto con le eliche , ma la legge prevede che le eliche rotanti devono essere adeguatamente protette per impedire l’accostamento di persone. Il silos le aveva ? E se le aveva perchè non hanno funzionato ? Sono alcune domande a cui risponderanno i periti informando il sostituto procuratore della Repubblica, Silvia Di Nunzio. Ulteriori dettagli su questa immane tragedia li trovate stamane sul Centro. |
